



Esercizio di scrittura creativa ''rivoglio la mia bambina l’ho persa nel fondo dello schermo ridatemi la mia bambina rivoglio la mia bambina l’ho persa nel fondo dello schermo ridatemi la mia bambina rivoglio la mia bambina l’ho persa nel fondo dello schermo ridatemi la mia bambina rivoglio la mia bambina l’ho persa nel fondo dello schermo ridatemi la mia bambina Fu un parto difficile. Il terrore del foglio bianco proiettato su uno schermo che si illumina. Selene nacque nell’aria gridando. Così si chiamava la mia bambina di carta. Una storia su un computer e nient’altro. Ogni giorno le donavo parole per farla vivere. Creavo mostri d’inchiostro nascosti sotto al suo letto a tormentarle le notti. Creavo allucinazioni degne dei mondi di Alice. La cullavo accarezzando i tasti. Una bambina di carta. La guardavo crescere pensando che sarebbe potuta diventare libro. Poi il black out. Il computer si rompe. Selene diventa il nulla. All’improvviso scompare. La mia figlia di carta scompare. E’ da allora che non riesco più a scrivere. Creo soltanto quando mi viene imposto. Capace soltanto di una scrittura al guinzaglio. Di una creazione ammaestrata.,, "Uno scrittore professionista è un dilettante che non ha mollato." .
Ti è mai capitato di avere il blocco dello scrittore? Descrivi come hai fatto per superare la stasi.
Richard Bach

Sveglia alle 5,30. A colazione un caffè nero zuccherato e un bicchiere di latte freddo. Autobus alle 6,30. Arrivo a Palermo alle 7,30, prendo un secondo autobus e arrivo ai giardini inglesi alle 8 in p
unto. Leggo Adler aspettando l’inizio del compito. Guardo gli zampilli della fontana e rifletto sull’angolazione per fotografarli in modo nitido e con una luce adatta. Cammino a piedi fino alla scuola. In via Libertà incrocio un beagle bellissimo. Compito di matematica per recuperare il debito, dalle 9,30 alle 11,30. Una ragazza di un’altra classe piange dicendo “non ci riesco”. Mal di testa da fine compito. Autobus. Secondo autobus. Arrivo a casa alle 15,45. A pranzo tre fette di melone giallo e un cucchiaio di gelato al tartufo. Mi rilasso sistemando la grafica del sito e rifletto su come potrei sfruttare al massimo questi ultimi preziosi giorni di non-scuola. Rileggo vecchie lettere di Angela e mi deprimo chiedendomi per quale motivo ci siamo allontanate così tanto. Fabrizio mi telefona e parliamo un po’. L’ACSI di Lucca mi conferma che mi spediranno il premio a casa entro la fine di ottobre. La segretaria della scuola di scrittura invece dice di aver spedito le correzioni da una settimana. Avrà sbagliato di nuovo a scrivere l’indirizzo? Un ragazzo mi chiede di disegnare la copertina del cd del suo gruppo ma l’immagine che vorrebbe non credo di essere in grado di disegnarla. Mi sento una designer fallita. Mi accorgo che Elisa a volte ha degli sbalzi d’umore che mi sembrano un po’ esagerati per i motivi che dice di avere, e mi chiedo se stia usando la mia stessa strategia di difesa contro il mondo, cioè quella di non dire mai quello che pensi realmente. A cena una tazza di the bollente al limone con molto molto miele. Ho appena scoperto di pesare 48 chili. La settimana scorsa ero 50. Decido che oggi è il giorno giusto per aprire la confezione di Mallow da consolazione.

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domenica, 11 settembre 2005
Sono tornata oggi, trascinandomi per gli aeroporti con la valigia che pesa un quintale e l’abbronzatura sbiadita dal freddo di Torino. Ho passato un compleanno dolce come la torta ai frutti di bosco che Fabrizio mi ha fatto trovare.




E’ così rilassante cercare l’angolazione giusta per fotografare le vetrine dei centri commerciali, i ribes, i sassi del fiume. Mi sembra di essere uno di quei personaggi sballati dei libri di Mastrocola. I paesaggi di Cantoira sono bellissimi, non vedo l’ora di fotografarli con la neve.Questa foto me l’ha scattata Fabrizio.


Domani è il mio compleanno. Questa volta ho deciso di regalarmi un criceto. L’anno scorso mi sono regalata un topino bianco. L’avevo comprato la sera stessa con Merlino, appena prima di andare nella grotta del bosco di Ficuzza. Un modo davvero originale di festeggiare i 18 anni, con la luna, gli alberi, il falò e Filippo che tentava di bruciare vivo Carmelo. L’assenzio fa strani effetti a volte. Chissà perché non mi ero ubriacata? Non ricordo. Ah già! Perché in quel periodo avevo la fissazione di non mangiare, quindi avendo lo stomaco completamente vuoto se avessi bevuto troppo avrei passato il giorno dopo a vomitare. Il topino ci aspettava in macchina nella sua vaschetta in plexiglass, la mattina dopo quando siamo tornati l’ho trovato isterico per la fame e praticamente annegato nel proprio piscio. Appena arrivata a Palermo gli ho dato un Taralluccio della Mulino Bianco. Ma.. dove cazzo ho trovato quel biscotto?? Ah già, l’aveva rubato Tommaso al supermercato. Diceva che non aveva senso comprare un’intera confezione di biscotti per un topo. Quindi io volevo comprare una scatola di biscotti (per di più di marca) per un topo? Certo che ero proprio tarata. Ma quest’anno avrò un criceto e tutto sarà diverso! I topi sono animali bellissimi, ma terribilmente puzzolenti. Oggi volevo fare la torta al cioccolato, ma non avevo abbastanza burro per la crema, così ho fatto la torta Paradiso ricoperta di panna e scaglie di cioccolato. Ho dovuto usare la farina di grano duro anziché quella per dolci, ma è venuta buona lo stesso. Domani andrò a Torino per una settimana. Ho comprato una confezione di Mallows da lasciare sulla scrivania per addolcire il ritorno a casa e un regalo per Fabrizio.

Mi sono accorta che non ho la pazienza né la costanza di scrivere in un blog per più di qualche mese. E’ inutile programmarsi personaggi inventati, come nel mio vecchio blog http://alicesperduta.splinder.com, o vomitare raffiche di sfoghi di cui non frega un cazzo a nessuno, come facevo nel mio primo blog che ho definitivamente cancellato. Gli sfoghi scrivili pure, ma poi bruciali, piuttosto mangiali, che senso ha affidare la parte più dolorosa di te a perfetti sconosciuti che non sanno nemmeno di che cazzo stai parlando? Non so nemmeno il motivo per cui voglio tenere un blog, non mi piace parlare di me, detesto espormi. Forse ho voluto crearlo solo come semplice esercizio di web design. (a proposito, vi piace questa grafica?) Magari domani cambio idea e lo chiudo, come ho fatto con tutti gli altri blog. Chissà.

elucubrazioni
"Per me il presente è l'eternità e
l'eternità è sempre in movimento, scorre, si dissolve. Questo attimo è vita.
E quando passa, muore. Ma non si può ricominciare a ogni nuovo attimo, ci si
deve basare su quelli già morti. E' un po' come le sabbie mobili… senza
scampo sin dall'inizio. Un racconto, un quadro possono far rivivere un poco
la sensazione, ma mai abbastanza. Niente è reale, eccetto il presente, e io
mi sento già soffocare sotto il peso dei secoli. Un centinaio di anni fa una
ragazza ha vissuto come vivo io. Poi è morta. Io sono il presente, ma so che
anch'io me ne andrò. L'istante sublime, la fiamma che consuma arriva e
subito scompare: sabbie mobili, sempre. E io non voglio morire" Diari, S. P.
"Un cuore artificiale io vorrei, nessun suono. Non questo pianoforte pieno
di violini, non questo slancio che nasconde sotto ali così immense, non quei
sogni, nessun suono. [...] Dai prova a ferirmi, io non sento, non ci sono,
sempre altrove, sempre forte, invulnerabile, magnifica. Dai prova a ferirmi,
colpisci con potenza, fammi fuori, urlami qualcosa di terribile, sbranami,
dai sbranami, io non sento, non ci sono, sempre altrove, sempre forte,
invulnerabile, magnifica." Requiem, I.S.
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Grafica: me
La foto di testata, quella in bianco e nero, mi è stata scattata da Daniele.
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