nuotando nell'aria
"Ad essere sincera non ne sono così sicura. Di esistere intendo. Mi sembra di vedere le cose a tinte pastello." A.

Nome // Morgana
Specie // Misantropa
Età // 22

elucubrazioni
"Un cuore artificiale io vorrei, nessun suono. Non questo pianoforte pieno di violini, non questo slancio che nasconde sotto ali così immense, non quei sogni, nessun suono. [...] Dai prova a ferirmi, io non sento, non ci sono, sempre altrove, sempre forte, invulnerabile, magnifica. Dai prova a ferirmi, colpisci con potenza, fammi fuori, urlami qualcosa di terribile, sbranami, dai sbranami, io non sento, non ci sono, sempre altrove, sempre forte, invulnerabile, magnifica." I.S.

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giovedì, 30 marzo 2006

ho visto la santacroce. mi ha firmato tutti i libri, anche lo zaino, le ho dato un bacino dietro la maschera, me la sarei mangiata. sono uscita con vinz e i suoi amici, ho dormito con lui da ivano. mi sono presa tutte le rivincite che volevo. non sono più una socialfobica, è sicuro ormai. così sicuro che dopo aver distrutto vinz - perchè io sono fondamentalmente una testa di cazzo e se qualcosa va bene ho il dono di riuscire a farla andar male a tutti i costi, è chiaro - ho cominciato a diminuire i farmaci. da quattro giorni ne prendo 40 milligrammi, poi questa domenica passerò a 35. sono isterica come un riccio incazzato, ma finchè resta solo nervosismo va bene, vorrà dire che fumerò qualche sigaretta in più e irriterò il mondo circostante con la mia iperattività. pazienza, meglio essere irritante che drogata. il prof di pittura mi ha consigliato un bravo psichiatra, credo andrò da lui. da quella svampita non intendo tornarci più, perchè quella non ci tiene neanche un pò alla salute del mio cervello. prescrive farmaci e basta quasi fossero caramelle. e poi sono stanca di star male. prima non ero così, prima di tutta questa merda non ero così debole. adesso basta un niente e ho le vertigini, vista annebbiata, certe volte non riesco a dormire e altre dormo troppo. la pappa reale non basta più per reggermi in piedi, non fa un cazzo. non sono riuscita ad andare alla prova d'esame perchè avevo un mal di testa insopportabile, non è pazzesco? basta adesso. oggi ho fatto tutto. ho fatto disegni fiammanti e vabeh, sono stata la maggior parte del tempo al balcone con le altre a fumare ma c'era il sole e i disegni li ho fatti, sono andata al corso di teatro. ho mangiato tanto, la fame mi è tornata oggi, all'improvviso. è strano sentirsi la pancia piena. è strano non avere quel vuoto nella testa. a me piace vivere e poi c'è il mio piccolo kafka che non me lo perderei per niente al mondo. adesso basta, è ora di star bene.

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lunedì, 27 marzo 2006

innamorata
d e l l a   t u a   t e s t a

"Sono una mente lucida che cerca la follia per annebbiarsi."
"Mi siedo con il buio nella pelle, dentro il sangue, mentre il sole invade tutto. Vorrei piangere ma non ci riesco, non possono uscirmi le lacrime, io sono il pianto, il mio corpo."
"Ad un tratto mi ruba la mano, mia madre mi cerca così. Lo fa senza guardarmi, forse le manca il coraggio, lo fa nel buio, come una ladra che non sa trattenersi, che prende l'oggetto più bello quando la luce di scatto in un negozio si spegne. Provo dolcezza ma non la vorrei, mi spaventa."
"La medicina per superare il dolore è correre più veloce di lui, lasciarlo dietro alle spalle. Questo credeva mia madre. Bastava non vederlo, non guardarlo, non parlarne oppure parlare d'altro, di qualsiasi altra cosa non appartenesse alla nostra vita. Lei parlava di una vita che non era più nè sua nè mia ma di qualcun altro, di un estraneo che invidiava."

zoo

Isabella tu hai figli?
Isabella perchè la maschera?
Isabella perchè ti sei conciata così?
Revolver è una rivolta contro la società?
Che rapporto hai con la morale?
Isabella sei un pò Gesù?

+Morgana che rapporto hai con tua madre?
-Inesistente.
+E con tuo padre?
-Semi-inesistente.

fai finta di non sentire quel pulsare della testa che certe volte torna.
 

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domenica, 26 marzo 2006

cocci

sento uno strano bisogno di espellere il male, ma le lacrime non vogliono saperne di uscire. maledetti psicofarmaci, mi fanno solo ridere e vomitare e combinare cazzate, nient'altro. rabbia costruttiva? quale? rabbia auto-distruttiva. la bambina ruba le caramelle ma nessuno la punisce. la bambina vuole piangere e non ci riesce. la bambina vuole punirsi da sola. in che modo? il pianto è sacro. purifica. i dolori peggiori sono quelli senza lacrime. una volta [la mia notte più dolorosa] mi è successo di piangere senza lacrime. mi erano finite credo, perchè avevo pianto e vomitato troppo nei giorni precedenti. oggi invidio il dolore con le lacrime. non so piangere. ho questo nodo dentro che non vuole saperne di venir fuori e allora che faccio? allora guardo il muro e aspetto che passi. e se non passa? come si fa ad espellerlo dal corpo? come si fa? come? te lo tieni dentro. dopotutto te lo meriti. bambina cattiva è questa la tua punizione. te lo tieni dentro e basta senza piangere. l'autocommiserazione è un lusso che può permettersi solo chi non si sente cattivo. bambina cattiva. l'odore del pianto mi fa schifo. non voglio sentirlo più.

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giovedì, 23 marzo 2006

quando ho salito le scale del bar col caffè in mano avevo solo paura di versarlo! non perdevo l'equilibrio. mi reggevo al corrimano solo per abitudine in realtà. le vertigini non ce le ho più! capisci? niente vertigini. credo che in realtà siano uno degli effetti di aspirine+psicofarmaci. e che cazzo ne sapevo io che interagivano. mi chiedo a volte che ci stanno a fare i medici negli ambulatori se non sanno nemmeno queste minchiate. forse a scaldare la sedia. e nei miei mal di testa post-sbronza mi prendevo pure le aspirine effervescenti. alcol aspirine psicofarmaci. e certo che poi avevo vista annebbiata-vertigini. poveramorganina ingenua. bambini creature ingenue sognate a volontà. scendere le scale della scuola poi era tremendo. girava girava tutto. mi aggrappavo al corrimano tipo ancora di salvezza. le scale di casa poi erano una tragedia. dovevo stare attenta ai collassi mentali e contemporaneamente fare lo slalom tra tutte quelle piante di mia madre. che poi da piccola avevo paura delle scale. pilloline di merda, lo sapete ora cosa faccio? vi butto nel cesso. si si si. prima lo chiedo alla psichiatra se posso, dopodichè mi libero di voi definitivamente. e chissenefrega del terrore, è così bello il benessere fisico che alla paura nemmeno ci penso più. ormai sono un mito per la fobia sociale. si si si ciccini blogghini, è questa la parolina magica. fobia sociale fobia sociale fobia sociale. e adesso lo ripeto quanto cazzo mi pare perchè non ho più paura. me ne sono liberata definitivamente credo. e dopo aver buttato le pilloline nel cesso mi tatuo le alucce sulla schiena e ballo la macarena con la coniglia socialfobica. ihihih. si si si. la mia coniglia era di una timidezza allucinante ma piano piano gliela faremo passare anche a lei. e certe volte la gente si preoccupa di guarire perchè si chiede "che cazzo sono io senza i miei problemi?" sapete, io non ho bisogno della fobia sociale, perchè io senza la mia malattia sono un mito. e sarò ancora più mitica senza psicofarmaci. si si si. vedrete brutti stronzi quanta energia che ho dentro.

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mercoledì, 22 marzo 2006

 

in ordine cronologico: io che abbraccio Marta, Giorgio [in arte Algol] che legge la mia pietosa pagella del primo quadrimestre, il tulipano di Algol, l'Happy Hippo al cacao di Vinz, le zampone di Nico il dalmata del barista, Vinz che guarda fuori dalla finestra. Una giornata di una serenità intensa. Non sarà troppa, tutta insieme?

 

 

ma davvero non ti ha dato fastidio che ho giocato col cane?  palermo è un campo minato che sto liberando piano piano. grazie a te. è così bello stare fuori dalla gabbia con te accanto

 

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martedì, 21 marzo 2006

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domenica, 19 marzo 2006

lei è la mia Virginia

non è bellissima?

spero che sia una Virginia non solo di nome. Spero che urli rotolandosi nell'erba e che un giorno mi sorrida. "Vorrei mi credessero pazza" Magari un giorno di notte anche noi ci mostreremo ferite sotto un salice piangente. Però, ho 19 anni, e non 18, sono un pò in ritardo. Diventarono indivisibili vite. Dal niente al nulla con un battito d'ali. Nemmeno un istante da respirare lontane. Sincronizzando il pulsare del cuore.

 un giorno tornerò, diversa. un giorno tornerò danzando sulle punte. membra morbide. cuore di panna montata. stringimi finchè sarò sonno. stringimi perchè ho paura.

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domenica, 19 marzo 2006

la canzone cogliona che ho messo di sottofondo mi dispiace dovervela far sorbire, ma mi piaceva il titolo. Si chiama "No depression in heaven" e che cazzo devo impegnarmi di più a credere in qualche religione, così almeno riesco a convincermi che se mi comporto bene e non brucio nessuno e attendo pazientemente la morte senza accellerarne il processo in alcun modo finirò in un posto celeste con tanti bambini cinesi con le alucce e i coniglietti che mi fanno ciao con la zampina dove non esiste nè la depressione, nè la gente strana [e puttana]. Sono fermamente convinta che la cattiveria non esiste. E' la stupidità che rovina certe persone. E dovrei dargli retta al piccolo Virgilio che all'interno della mia coscienza dirige un coro di coniglietti che ripetono "non ti curar di loro ma guarda e passa", però certe volte è un pò difficile dar loro retta, soprattutto quando... AAARGGH! Basta. Rilassati. Prendi il libro e studia. Vincenzo, tieni buoni i miei nervi per favore? Fa qualcosa, che ne so, leggimi una favola di Andersen oppure cantami una di quelle canzoni anni 70 orribili oppure portami un coniglio tutto infiocchettato con un giuramento scritto dove ti impegni a pulire tutte le sue adorabili cacchette rotonde. ARGH. AAARGHH.
 

papà morgano: "com'è andata a scuola col tuo capolavoro?" (sghignazzando)
morgana:"il mio vassoio di spazzatura?"
papà morgano: "si"
morgana: "è piaciuto a tutti. Il professore era tutto contento, lo ha appeso vicino alla cattedra."
papà morgano: "mah."
morgana: "perchè non sei mai contento quando mi capita qualcosa di bello?"
papà morgano: "perchè io non so saltare." morgana: "ah-ha. fantastica battuta. allora, perchè non sei contento?"

papà morgano: (guarda la tv)
morgana: "perchè non sei contento?"
papà morgano: (guarda la tv)

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sabato, 18 marzo 2006

ma si, ma si, prendiamo tutto con ironia e freghiamocene del fatto che il mondo va a rotoli. Morgana, rilassati, [...] ha appena avuto una crisi di nervi ma adesso sta bene, non avrà un esaurimento nervoso, oh no che non ce l'avrà, perchè tra poco schioderà il culo da quella casa e respirerà un pò di normalità e tutto andrà bene, e la tua pagella fa schifo ma chissenefrega, tu sei intelligente e non continuerai e perdere tempo fumando Marlboro e rotolandoti sul tappeto con la coniglia e parlando al telefono, no, tu adesso prendi il libro che Anto ti ha amorevolmente prestato [perchè io ho la casa piena di libri di qualunque tipo ma non c'è nemmeno l'ombra di un libro di scuola], dicevo, prenderai quel fottuto libro, lo aprirai e studierai e recupererai storia dell'arte, così il professore mendolino la pianterà di guardarti con quella faccia da tuseiunanullafacenteeiostoperdisintegrarti e ti sentirai meglio. E poi, mendolino, lo sai che non è nullafacenza la mia, insomma, te l'avrà pur detto qualcuno che io non è che non ho voglia di fare un cazzo, il problema è che ho il cervello fritto dagli psicofarmaci e dentro ci è rimasta poca capacità di concentrarsi, insomma non mi sembra di pretendere tanto, mettimi pure tutti gli impreparati che vuoi, me li merito, ma potresti anche evitare di sputare veleno da tutti i pori, non mi sembra di averti mai fatto del male, potresti fare come il tuo amico professore di filosofia con quel sorriso tanto incoraggiante come a dire "lo so che se vuoi puoi farcela" mah, forse in realtà io non voglio farcela, forse ci voglio restare nella merda. Cervellino morgano, quanto mi manchi! Bei tempi quando ancora funzionavi. Certo che forse funzionavi un pò troppo e mi facevi star male, però almeno mi lasciavi la possibilità di illudermi che io fossi una persona intelligente.

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giovedì, 16 marzo 2006

autobus. i nervi bussano alla porta del mio cervello. toc toc. la giornata promette male. ma male male. e invece il caffè macchiato era buonissimo. ho sputato il rospo-tesina al professore e lui mi ha elencato qualche nome che fa al caso mio, tipo Tozzi, Svevo, Gadda. E aveva gli occhi meno tristi del solito, il che mi ha aiutata a essere quasi normale. Baricco lo farei a pugni e voglio il fumetto di Ammaniti. Ho sputato il rospo pronunciando con classe la terribile parola magica al professore di pittura, perchè insomma, è arrivato il momento di tirar fuori i coglioni morgani e ammettere le proprie debolezze al mondo circostante. E il proffy è stato un grande. Niente parole di conforto-similpredica o puttanate simili, niente di niente. Mi ha solo spiegato che il successo non va di pari passo con l'esporsi. E l'ha spiegato così bene che per un attimo quasi ci ho creduto e ho avuto voglia di ricominciare a scrivere. Per un attimo. Sms. [...] ha fatto gli esami e non ha l'aids. Il mondo sorride. E poi niente, mi sono messa lo smalto blu e ho fumato in cattedra perchè il mio prof era curioso di vedere il modo in cui tengo la sigaretta, che ormai sta diventando leggenda. Perchè io fumo da così poco tempo che non so nemmeno tenere una sigaretta in mano. Almeno ho smesso di tossire. E poi niente. La matematica che sorride. La filosofia che mi guarda da lontano. Sarah che mi fotte l'accendino e se lo nasconde dentro una scarpa e si fa rincorrere per tutta la scuola e alla fine le levo la scarpa e mi riprendo l'accendino. E poi niente, Francesco mi aspettava giù [non Francesco il mio ex migliore amico chenonmicagapiù, un Francesco nuovo che sembra parecchio cervellotico] si prospettava un'oretta tranquilla di chiacchiere su libri e scrittura e invece Sarah ha movimentato il pomeriggio urlando e facendo la pazza assieme a me. Adoro queste cose. Autobus. Nervosismo che bussa. Riesco a tenerlo fuori dalla mia testa. Controllo mentale. Arrivo a casa. Il mondo sorride. Sono schifosamente felice e voglio godermela tutta questa normalità, questa vita che sorride, perchè lo so che non durerà tanto e tra poco succederà qualcosa che mi ributterà nel fondo del cesso ma non importa, quello che importa è che ADESSO STO BENE, sarà per i due rospi che ho sputato, sarà perchè esiste Vincenzo, sarà per il mio controllo mentale, ma chissenefrega del motivo. Ora mi sdraio sul tappeto e resto lì a godermela la mia felicità. E lo so che i Green Day sono commerciali, ma non rompetemi i coglioni, mi sanno di felicità e perciò me li ascolto quanto mi pare.

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