



Morgana non è bulimica nè anoressica. Eppure Morgana vomita spesso. Sarà per via dell'ansia forse, oppure ha lo stomaco affetto da un qualche strano male. E allora, capita che certe volte passi la notte piegata a vomitare e anche quando si svuota del tutto, anche quando rivede nel fondo del cesso la cena, il pranzo, la colazione perfino, i conati proseguono impietosi a morderle lo stomaco. Ce l'ha da anni, questo problema, da quando ha cominciato a svolgere una vita senza senso, una vita fatta di corse dietro agli autobus e lunghe attese e studio confuso e una vita sociale discontinua - tra l'assenza e la presenza assillante - e farmaci e psicofarmaci e alcol e sigarette per stordirsi e alleviare qualcosa, non so, forse il mal di vivere, e una buonanotte da nausea, da tempo scandit
a dal numero di milligrammi di paroxetina. Eppure Morgana ci spera ancora, ci spera ancora di poter avere le sue ali disegnate sulla schiena. Morgana piegata nel cesso vomita fragole e ancora s'illude che un giorno ci riuscirà, a volare.

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anche stanotte non riuscirò a dormire. credo che riguarderò the elephant man di David Lynch. quel film ha il potere di spaventarmi tutte le volte. Benché numerose persone, comprese alcune donne, vennero a visitarlo, non ricevette mai ciò che più di tutto stava cercando: amore. Treves in seguito disse che Joseph volle sempre, persino dopo essersi stabilito nell'ospedale, trasferirsi in un istituto per ciechi, affinché potesse trovare una donna che non fosse spaventata dal suo aspetto. Trovò un certo sollievo nella scrittura, componendo sia prosa che poesia. Venne curato all'ospedale fino alla sua morte avvenuta l'11 aprile 1890 a causa di un soffocamento durante il sonno, apparentemente accidentale. Merrick infatti era impossibilitato a dormire orizzontalmente a causa del peso della sua testa, ma potrebbe aver tentato intenzionalmente a dormire sdraiato per cercare di imitare un comportamento normale. "vorrei poter dormire

come la gente normale"
Joseph Merrick

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Quand je dors rue des cascades, je ne vois rien, je n'entends rien. Quand je m'éveille rue des cascades je ne ressens rien, je ne me rappelle rien. Dans la cascade tu m'as lavée. |

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mi sono messa lo smalto rosso. mio padre - uomo d'altri tempi |

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evviva lo Ilenia.
zucchero filato

la stanza di Ilenia è favolosa. E poi con quello scricciolino che è Ilenia si riesce a dormire perfino in due in un letto singolo. Ha stampato il nostro volantino (Morghy & Morty prezzi da urlo) e sua mamma mi ha offerto sofficini e patatine e perfino il caffè, la sua cagnetta mi ha offerto la zampa e mi convinco ogni giorno di più che questa ragazza mi assomiglia in modo impressionante.

#99
è tutto talmente semplice
errori da non fare:
1. tenersi tutto dentro per vergogna di quello che si prova. le paure meritano rispetto, il mio star male merita rispetto. chiunque non le rispetti è insensibile ed è un problema suo e non mio. vien voglia di diventare lesbiche.
2. vivere in funzione di qualcun altro
3. abbandonarsi nel fondo del nulla
vie d'uscita:
1. la scrittura
2. l'arte
3. non stare mai da sola
4. concentrarsi sulla scuola
5. amare il mondo circostante
6. nuovo psichiatra
7. aumento dei farmaci
obiettivi:
1. imparare a camminare con le mie gambe
2. riuscire a sopravvivere anche senza farmaci
3. riuscire a sopravvivere senza punti di riferimento
"non ti è mai capitato con [...]? che all'inizio magari ci stavi male ma poi eri talmente abituata a quelle cose da pensare "ma si, chissenefrega" e a un certo punto diventi insensibile, e i problemi non ti feriscono più. solo che assieme al male, assieme alla sensibilità morbosa se ne va anche qualcos'altro.."
io ho un'amica speciale. è l'unica persona al mondo che non scappa dal mio malessere. magari certe volte è assente, certe volte siamo così prese dalle nostre vite da allontanarci ma quando arrivo al male, nei miei momenti neri, ecco che lei rispunta dal nulla e mi parla, mi fa parlare. mi sta vicina. lei è esattamente il contrario del resto del mondo. lei è un mito.
"ma ti rendi conto che vita da fumetto che abbiamo?"

"ho paura di perderti...
lo so che sto ragionando da persona egoista, ma non posso farne a meno... non voglio stare senza di te, con la consapevolezza che non potrò più parlarti, sentire la tua voce, seguire i tuoi pensieri. Non ci riesco.
Davvero non riesco a immaginarmi la mia vita senza un cazzo di spazio occupato da te. Non voglio.
Cazzo ho una paura matta di svegliarmi un giorno e scoprire che non potrò più parlarti, di non essere stata capace di trattenerti...
Ah sto piangendo, che cosa assurda, l'avresti mai creduto possibile che io potessi piangere perchè avevo paura di perderti? assurdo vero?
Ma ti rendi conto di quanto sei unica? non voglio perderti cazzo...
Ti amo di bene..."
grazie.

elucubrazioni
"Per me il presente è l'eternità e
l'eternità è sempre in movimento, scorre, si dissolve. Questo attimo è vita.
E quando passa, muore. Ma non si può ricominciare a ogni nuovo attimo, ci si
deve basare su quelli già morti. E' un po' come le sabbie mobili… senza
scampo sin dall'inizio. Un racconto, un quadro possono far rivivere un poco
la sensazione, ma mai abbastanza. Niente è reale, eccetto il presente, e io
mi sento già soffocare sotto il peso dei secoli. Un centinaio di anni fa una
ragazza ha vissuto come vivo io. Poi è morta. Io sono il presente, ma so che
anch'io me ne andrò. L'istante sublime, la fiamma che consuma arriva e
subito scompare: sabbie mobili, sempre. E io non voglio morire" Diari, S. P.
"Un cuore artificiale io vorrei, nessun suono. Non questo pianoforte pieno
di violini, non questo slancio che nasconde sotto ali così immense, non quei
sogni, nessun suono. [...] Dai prova a ferirmi, io non sento, non ci sono,
sempre altrove, sempre forte, invulnerabile, magnifica. Dai prova a ferirmi,
colpisci con potenza, fammi fuori, urlami qualcosa di terribile, sbranami,
dai sbranami, io non sento, non ci sono, sempre altrove, sempre forte,
invulnerabile, magnifica." Requiem, I.S.
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