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mercoledì, 31 maggio 2006

Morgana non è bulimica nè anoressica. Eppure Morgana vomita spesso. Sarà per via dell'ansia forse, oppure ha lo stomaco affetto da un qualche strano male. E allora, capita che certe volte passi la notte piegata a vomitare e anche quando si svuota del tutto, anche quando rivede nel fondo del cesso la cena, il pranzo, la colazione perfino, i conati proseguono impietosi a morderle lo stomaco. Ce l'ha da anni, questo problema, da quando ha cominciato a svolgere una vita senza senso, una vita fatta di corse dietro agli autobus e lunghe attese e studio confuso e una vita sociale discontinua - tra l'assenza e la presenza assillante - e farmaci e psicofarmaci e alcol e sigarette per stordirsi e alleviare qualcosa, non so, forse  il mal di vivere, e una buonanotte da nausea, da tempo scandita dal numero di milligrammi di paroxetina. Eppure Morgana ci spera ancora, ci spera ancora di poter avere le sue ali disegnate sulla schiena. Morgana piegata nel cesso vomita fragole e ancora s'illude che un giorno ci riuscirà, a volare.   

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lunedì, 29 maggio 2006

una nuova ansia a mordermi lo stomaco. qualcosa di affilato che sa ucciderti con grazia. dipingo madonne mortali e mi diverto a diluirne il colore colando la tela di lacrime rosse. ho comprato un libro sui disturbi mentali e certi dettagli, certi crudeli dettagli - insignificanti sfumature del cervello - a volte feriscono con violenza inaudita così a volte ti butti tentata dal baratro cercando la luce là in fondo e con innocenza suicida ti lasci cadere e vorrei fosse Adler a rialzarsi dalla tomba per guarire i miei mostri e vorrei credere a un dio padre onnipotente per sentire l'odore dei ceri e una morte regale non fatta di vermi

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domenica, 28 maggio 2006

 

 

anche stanotte non riuscirò a dormire. credo che riguarderò the elephant man di David Lynch. quel film ha il potere di spaventarmi tutte le volte. 

 

Benché numerose persone, comprese alcune donne, vennero a visitarlo, non ricevette mai ciò che più di tutto stava cercando: amore. Treves in seguito disse che Joseph volle sempre, persino dopo essersi stabilito nell'ospedale, trasferirsi in un istituto per ciechi, affinché potesse trovare una donna che non fosse spaventata dal suo aspetto. Trovò un certo sollievo nella scrittura, componendo sia prosa che poesia. Venne curato all'ospedale fino alla sua morte avvenuta l'11 aprile 1890 a causa di un soffocamento durante il sonno, apparentemente accidentale. Merrick infatti era impossibilitato a dormire orizzontalmente a causa del peso della sua testa, ma potrebbe aver tentato intenzionalmente a dormire sdraiato per cercare di imitare un comportamento normale.

"vorrei poter dormire
come la gente normale"

Joseph Merrick

 

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sabato, 27 maggio 2006

Quand je dors rue des cascades, je ne vois rien, je n'entends rien. Quand je m'éveille rue des cascades je ne ressens rien, je ne me rappelle rien. Dans la cascade tu m'as lavée.

Anch'io lo voglio, un posto così. Un posto dove stare quando tutto intorno è nero, quando scrivere non basta e allora - e allora dove? Credo che lo dipingerò, quel posto. Sarà come quello raccontato da Yann Tiersen nella sua canzone.

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sabato, 27 maggio 2006

da poco si è aggiunto al lungo elenco dei miei talenti del cuore - perchè, io, come amici, voglio solo perle preziose - un altro amico, uno scrittore, studioso della storia delle religioni, che crede di poter cambiare il mondo. Di professione fa il maestro. Vuole cambiare il mondo a partire dai bambini. Vuole insegnargli che i paragrafi imparati a memoria non servono a nulla, vuole dar loro la capacità di riflettere con le proprie testoline, vuole fargli capire che limitarsi a credere quello che gli si insegna è un grosso errore, perchè certe volte ai bambini si dà in pasto surrogati di pseudocultura che non fa altro che appiattirli, ma così facendo cosa si ottiene? Vengono fuori orribili spiriti burattini col perenne bisogno che qualcuno gestisca le loro corde, vengono fuori persone senza personalità che si aggregano alla massa ad occhi chiusi. E' per evitare questo che a volte il maestro cerca di fargli capire argomenti più grandi di loro - ma saranno davvero così sproporzionati, questi argomenti? saranno davvero così stupidi per capirli, questi bambini? - forse ha sbagliato, questo maestro, forse ha sbagliato il posto che ha scelto dove insegnare, perchè nel medioevo non si può sognare, nel medioevo se rifletti - se sogni - vieni frainteso, additato come mostro, bruciato al rogo.

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giovedì, 25 maggio 2006

 mi sono messa lo smalto rosso. mio padre - uomo d'altri tempi - dice che è bello anche se non va di moda. devo smettere di fumare. ritrovarmi a supplicare il professore di pittura per farmi offrire una sigaretta è piuttosto deprimente. sto dipingendo la madonna di Munch. è come un autoritratto che non mi assomiglia. Marta sta modellando una scultura di Rodin ed è bravissima. ragazzi, sono fiera di me stessa. ho un'amica scultrice, un'altra psicologa, un'altra fumettista, una ballerina, un'amica che sembra uscita fuori dalla famiglia Addams, perfino un ragazzo scrittore. sono circondata da piccoli talenti. e ho una coniglia. perchè non riesco a dormire la notte?
27 mg

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giovedì, 25 maggio 2006

e c'era una bimba vestita di rosa che giocava col gatto, teneva il mio ciondolo Yang tra le mani - mani piccole quasi fosse una bambola - e lo faceva oscillare, e Notte rincorreva la coniglia e certe volte le dava zampate e la bimba diceva ahia, quasi gliele avesse date a lei, le zampate, e vedevi due palle di pelo che saltavano sul tappeto e io che parlavo alla bimba di Sailor Moon e di quanto fossero brutte le Bratz - bambole puttane - e certe volte mi piacerebbe averla una sorellina con cui giocare perchè il gioco mi manca, mi mancano i cartoni animati e le favole e in fondo credo che non ho poi tanta voglia di crescere. Oggi è venuto a trovarmi Vincenzo Poma assieme alla sua famiglia, questo terribile maestro mangiabambini che ha una bambina che sorride sempre. Mi ha offerto le sigarette e abbiamo affumicato i miei due poveri genitori e per l'ennesima volta abbiamo parlato del posto bastardo nel quale viviamo. Vendetta. Vendicarsi in questo caso sarebbe come schiacciare una formica, è vero, ma se quella formica ti ha rovinato la vita non so fino a che punto possa essere insignificante pestarla. E io, ad essere sincera, una pestatina gliela darei, giusto per scuoterla un pò dal suo minuscolo cervellino qualunquista, giusto per fargli capire che una formica non può continuare a dettare legge da un trono se non ne è capace. E ci voglio andare anch'io, a Praga, e voglio un mondo vivo per davvero, fatto di bambine sorridenti e donne appassionate di pc e uomini che passano la notte scrivendo. E basta con questo qualunquismo, siamo uomini, non formiche.

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giovedì, 18 maggio 2006

evviva lo
zucchero filato

Ilenia.
la stanza di Ilenia è favolosa. E poi con quello scricciolino che è Ilenia si riesce a dormire perfino in due in un letto singolo. Ha stampato il nostro volantino (Morghy & Morty prezzi da urlo) e sua mamma mi ha offerto sofficini e patatine e perfino il caffè, la sua cagnetta mi ha offerto la zampa e mi convinco ogni giorno di più che questa ragazza mi assomiglia in modo impressionante.

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lunedì, 15 maggio 2006

#99
è tutto talmente semplice
errori da non fare:
1. tenersi tutto dentro per vergogna di quello che si prova. le paure meritano rispetto, il mio star male merita rispetto.  chiunque non le rispetti è insensibile ed è un problema suo e non mio. vien voglia di diventare lesbiche.
2. vivere in funzione di qualcun altro
3. abbandonarsi nel fondo del nulla

vie d'uscita:
1. la scrittura
2. l'arte
3. non stare mai da sola
4. concentrarsi sulla scuola
5. amare il mondo circostante
6. nuovo psichiatra
7. aumento dei farmaci

obiettivi:
1. imparare a camminare con le mie gambe
2. riuscire a sopravvivere anche senza farmaci
3. riuscire a sopravvivere senza punti di riferimento
  "non ti è mai capitato con [...]? che all'inizio magari ci stavi male ma poi eri talmente abituata a quelle cose da pensare "ma si, chissenefrega" e a un certo punto diventi insensibile, e i problemi non ti feriscono più. solo che assieme al male, assieme alla sensibilità morbosa se ne va anche qualcos'altro.."

io ho un'amica speciale. è l'unica persona al mondo che non scappa dal mio malessere. magari certe volte è assente, certe volte siamo così  prese dalle nostre vite da allontanarci ma quando arrivo al male, nei miei momenti neri, ecco che lei rispunta dal nulla e mi parla, mi fa parlare. mi sta vicina. lei è esattamente il contrario del resto del mondo. lei è un mito.
"ma ti rendi conto che vita da fumetto che abbiamo?"  

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sabato, 13 maggio 2006

"ho paura di perderti...
lo so che sto ragionando da persona egoista, ma non posso farne a meno... non voglio stare senza di te, con la consapevolezza che non potrò più parlarti, sentire la tua voce, seguire i tuoi pensieri. Non ci riesco.
Davvero non riesco a immaginarmi la mia vita senza un cazzo di spazio occupato da te. Non voglio.
Cazzo ho una paura matta di svegliarmi un giorno e scoprire che non potrò più parlarti, di non essere stata capace di trattenerti...
Ah sto piangendo, che cosa assurda, l'avresti mai creduto possibile che io potessi piangere perchè avevo paura di perderti? assurdo vero?
Ma ti rendi conto di quanto sei unica? non voglio perderti cazzo...

Ti amo di bene..."

grazie.

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nuotando nell'aria
"Ad essere sincera non ne sono così sicura. Di esistere intendo. Mi sembra di vedere le cose a tinte pastello." A.
"Collezionavo anni controvoglia. Erano farfalle conficcate da spilli. Chissà se un giorno riuscirò a venderli. " Revolver, I.S.

Nome // Morgana
Specie // Misantropa
Età // 23

elucubrazioni
"Per me il presente è l'eternità e l'eternità è sempre in movimento, scorre, si dissolve. Questo attimo è vita. E quando passa, muore. Ma non si può ricominciare a ogni nuovo attimo, ci si deve basare su quelli già morti. E' un po' come le sabbie mobili… senza scampo sin dall'inizio. Un racconto, un quadro possono far rivivere un poco la sensazione, ma mai abbastanza. Niente è reale, eccetto il presente, e io mi sento già soffocare sotto il peso dei secoli. Un centinaio di anni fa una ragazza ha vissuto come vivo io. Poi è morta. Io sono il presente, ma so che anch'io me ne andrò. L'istante sublime, la fiamma che consuma arriva e subito scompare: sabbie mobili, sempre. E io non voglio morire" Diari, S. P.
"Un cuore artificiale io vorrei, nessun suono. Non questo pianoforte pieno di violini, non questo slancio che nasconde sotto ali così immense, non quei sogni, nessun suono. [...] Dai prova a ferirmi, io non sento, non ci sono, sempre altrove, sempre forte, invulnerabile, magnifica. Dai prova a ferirmi, colpisci con potenza, fammi fuori, urlami qualcosa di terribile, sbranami, dai sbranami, io non sento, non ci sono, sempre altrove, sempre forte, invulnerabile, magnifica." Requiem, I.S.

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La foto di testata, quella in bianco e nero, mi è stata scattata da Daniele.


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