

nuotando nell'aria
"Ad essere sincera non ne sono così
sicura. Di esistere intendo. Mi sembra di vedere le cose a tinte pastello."
A.
Nome // Morgana
Specie // Misantropa
Età // 22
elucubrazioni
"Un cuore artificiale io vorrei,
nessun suono. Non questo pianoforte pieno di violini, non questo slancio che
nasconde sotto ali così immense, non quei sogni, nessun suono. [...] Dai
prova a ferirmi, io non sento, non ci sono, sempre altrove, sempre forte,
invulnerabile, magnifica. Dai prova a ferirmi, colpisci con potenza, fammi
fuori, urlami qualcosa di terribile, sbranami, dai sbranami, io non sento,
non ci sono, sempre altrove, sempre forte, invulnerabile, magnifica."
I.S.
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tesina consegnata. prova scritta di italiano superata. prova di progettazione superata. resta la terza prova e l'orale, ma quando sei a metà ti senti già un pò meglio. per arrivare a finire tutto in tempo andavo a dormire alle tre e dovevo alzarmi alle cinque per prendere l'autobus. al punto di non reggersi in piedi, lo stomaco che brucia, lasciare da solo Vinz sapendo che chissà poi quando lo rivedrai e buttar via il nostro tempo prezioso scrivendo la tesina, mentre lui dorme. addormentarsi sull'autobus, in piedi, aggrappata |
commenti (13)
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lunedì, 19 giugno 2006
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commenti (26) * * * * * * * Ho queste fitte che mordono lo stomaco e mi fanno piangere. Hai presente quando succede qualcosa di brutto, non so, muore una persona cara, e senti quel male nello stomaco e piangi? Io sento questo. Solo che le mie fitte sono causate dal nulla. Ho pianto molto stanotte e adesso mi sento svuotata. Così sola - così sola. C'erano tante cose nella testa che mi opprimevano e pensavo di scriverle quì, magari in maniera indiretta. Posso anche non scrivere nulla. Perchè le cose brutte è meglio dimenticarle. Il mio vecchio psicologo una volta mi ha detto che devo prendere un evidenziatore e sottolineare i ricordi belli, non quelli brutti. Tanto vale non scriverlo affatto, allora, quello che fa male. Tanto vale dimenticare e basta. Una volta lo psicologo mi ha chiesto se avevo qualche ricordo bello legato a mia madre. Fitta di dolore nel pensare a quel giorno a due anni quando piangevo di gioia per averla rivista dopo tutto quel tempo e lei mi prendeva in giro ridendo. Bambina ridicola perchè stai piangendo? In fondo hai ben due anni e quella che non vedevi da secoli era solo tua madre. Deve pur esserci qualcosa che non fa male. Ci ho pensato a lungo. Alla fine mi è venuta in mente una foto del mio battesimo. Stavano stappando lo spumante, erano tutti in piedi euforici. Mia madre stava seduta con me tra le braccia. Stava seduta e mi proteggeva col corpo temendo che il tappo dello spumante potesse finirmi addosso. Da bambina sognavo spesso di essere abbandonata in mezzo al paese. Mia madre saliva sulla sua vecchia golf gialla e mi lasciava lì, e io non sapevo dove andare. E piangevo. Entravo nel supermercato e la commessa sbarrava gli occhi e mi diceva "Rita, che ci fai quì?" E io piangevo. In questo periodo mi sento un cane abbandonato in autostrada e mi sembra di riviverli quegli incubi. La sensazione è identica. e poi succede.
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domenica, 18 giugno 2006
lei è Aurora
Quando dormo da lei mi sembra di stare in un atmosfera color confetto. Un mondo di una serenità lucente, lenzuola profumate e poster alle pareti e corridoi pieni di arte. Un sogno. Credo che lei lo abbia un pò assorbito, questo mondo ovattato che la circonda. Lei non ha il vuoto negli occhi. Credo che, quella luce, la trasmette tutte le volte che ascolta i miei sfoghi sclerati, tutte le volte che mi sorride consigliandomi, tutte le volte che finge di fregarsene del [...] e invece ci sta male, ma lei non può mostrarlo questo, lei è fatta per essere serena. Lei quando sta male lo fa solo all'interno e continua a sorridere, e magari si lascia sfuggire qualche discorso un pò triste nel suo blog, tutto quì. E forse fa bene così, perchè insomma, alla fine si diventa quello che si mostra di essere e se i piccoli malesseri li tieni dentro e ci sorridi su, finiranno per scomparire. Mi sento uno schifo se mi paragono a lei. Lei limpida, io putrida. Nella mente, nell'anima. Mi sembra di sentire la vocina di Alice che canta. Io so darmi degli ottimi consigli ma poi seguirli mai non so. Magari a forza di starle addosso ne assorbo un pò anch'io, di quella luce.
domenica, 18 giugno 2006
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ricordo notti passate in microstanze con scritte suicide sui muri. notti fuori dal mondo, qualcosa di indefinibile, lunghe, lunghissime chiacchierate. scavarci all'interno cercando di dare un senso a quella vita che faceva così male. le candele si consumavano e la realtà si allontanava. vedi, per me l'amicizia, quella profonda, è fatta di questo. io non lo so, forse pretendo troppo dagli altri, sarò fatta in modo sbagliato. eppure dopo notti come quelle finisci per legarti forte a persone che ti sembrano così simili a te, e quando ti accorgi che in realtà non ti conoscono affatto ti crolla il mondo addosso. lo sai che se non scrivo - se non mi espongo - se non urlo - sparisco? tu ci sei mai stato nel fondo del baratro? lo sai cosa si prova a sparire? lo sai cosa si prova a [...] come fai a non capire? Cos'è, la Sicilia ad iniettarci l'omertà nel sangue perfino quando si parla di sensazioni? Fa davvero male sentirsi dire quelle cose da te. Perchè non mi senti, non mi senti più. Sarò io che non riesco più a farmi sentire perchè non sei l'unico ad essersi distaccato all'improvviso, in questo modo. Sarò io a sbagliare tutto, a non farmi capire. Mi capita di fissare persone negli occhi, persone che dicono di volerti bene, un bene dell'anima, e vederci un vuoto disarmante. Devo aver perso qualcosa in tutto questo. Devo aver perso la capacità di farmi voler bene.
venerdì, 16 giugno 2006
giovedì, 15 giugno 2006

le vacanze più assurde della mia vita sono state senza dubbio queste. e ti ritrovi magicamente senza l'ombra della vecchia ansia in mezzo a un mucchio di gente e ci sei talmente abituata a sentire quel nodo che stringe la gola che quando all'improvviso ti accorgi di non averlo più, ti accorgi di quanto quei dannati farmaci ti abbiano cambiata nel profondo, allora ridi e in fondo, della vacanza, non te ne frega più niente, e piuttosto ti ritrovi a scoppiare di gioia pensando alla vita che ti aspetta senza più catene al collo e insomma, anche se la comitiva non è proprio quella adatta perchè diciamo la verità, io non c'entravo un cazzo con quelle persone - due mondi del tutto diversi - ti ritrovi a ridere e ingozzarti - io, ingozzarmi, davanti a mucchi di gente? io? proprio io? la socialfobica depressa similanoressica? - ti ritrovi ad ingozzarti fino a scoppiare e in fondo non te ne frega un cazzo del cibo, no, il punto è che ti piace così tanto non essere più te stessa che ci sguazzi dentro in questa nuova Morgana e ti diverti a prenderti per il culo da sola e darti della pazza e ballare in discoteca con musica che ti fa schifo e ti diverti a fare giochi cretini bere fiumi di alcol fumare sballarti rubare cavallucci marini al negozio di souvenir e cornetti alla crema al bar - una ladra di cornetti hahahah - baciare sulla guancia perfetti sconosciuti e rilassarti in mezzo a tutta quella gente e a farti foto con la faccia da vacanza. Non ho nemmeno una foto in cui ho la faccia triste.
presa dall'entusiasmo decidi di mandare a fanculo gli psicofarmaci, non prenderli più. e poi succede, non so perchè, forse per l'assenza di paroxetina, forse per i fiumi di alcol che continuavo tranquillamente ad ingerire, ma succede che sto male. uno scompenso di serotonina nel cervello e la vacanza si trasforma in un incubo alla rovescia. così, dal nulla, diventa un incubo. all'improvviso vedi così nitidamente il tuo essere imperfetta, ti accorgi che non basta assumere il ruolo di cartone animato demente per essere amata dagli altri - e questo costante bisogno di amore che ovviamente non posso ricevere di continuo da tutti comincia a starmi stretto, a soffocarmi - e ti ritrovi a piangere senza motivo e a farti lunghe nuotate sott'acqua e ti ritrovi a disperarti perchè qualcuno ti ha tolto il rasoio dalle mani e ti ritrovi a maledirti. Morgana, perchè non ci hai pensato che potevi averne bisogno? Perchè non ti sei portata la scatola di legno piena di lamette? E ti ritrovi a stupirti dei tuoi stessi pensieri. E allora ti sforzi di comportarti come un manga giapponese fuori di testa anche solo per attirare un pò di attenzione e magari anche un pò di affetto, che ne so, forse si può anche volere un pò di bene a questa ragazza che passa dalla depressione all'esaltazione solo perchè si sente sola e pensa di essere più gradevole agli altri in quel modo. E cerchi qualcosa negli occhi degli altri a tirarti fuori dal buco nero e ti sembra di vederci il vuoto dentro. Vertigini. E all'improvviso lì in mezzo ti senti una scoordinata marionetta senza fili che cerca disperatamente di evadere dal reale aggrappandosi a musiche di una monotonia da nausea. E affondi in un buco nero di pensieri irrazionali e la cosa orribile è che ti rendi perfettamente conto che i tuoi ragionamenti non stanno in piedi, sono pensieri di una mente malata che cerca di giustificare il suo stato d'animo merdificando il mondo. E io sono la prima a saperlo che il mondo, quando stai bene, lo ami. E forse ho sbagliato tutto, forse ho sbagliato a sospendere i farmaci illudendomi che il mio inferno fosse già finito. Non è finito proprio un cazzo. fa così male il vuoto quei morsi nello stomaco che continuano a bruciare e non si fermano non si fermano non si fermano.. per adesso sono ferma. I farmaci non li prendo più. Continuerò a non prenderli finchè riuscirò a sopportarle, queste fitte, e io spero passino presto prima che [...]
0 mg
venerdì, 09 giugno 2006
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commenti (30)
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giovedì, 08 giugno 2006
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sai rò, quando balli - quando balli col tuo tutù e le calze color pastello - sembri così viva. e un pò la invidio, questa luce che trasmetti mentre voli. vorrei stare sulle punte insieme a te, vorrei volare anche solo una volta e volteggiare in mezzo a tutte quelle bambole da carillon così, tanto per sentirmi viva. sai rò, sbagli a sottovalutarti. perchè i sorrisi che mi regali tu - tutti i sorrisi che riesci a regalarmi - hanno un qualcosa di sorprendente per una come me che ha passato anni a [...] Te la ricordi quella sera sulle poltrone di pelle? Fumavamo la sigaretta riempita di tabacco per pipa - quella di Giorgio - e ridevamo così tanto, così tanto. Hai idea di quanto mi faccia bene ridere? E poi, ti ricordi quella sera a Roma? Credo Rosuccia & io! |
commenti (8) Isabella Santacroce "Isabella, perchè vesti così?"
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sabato, 03 giugno 2006
certe volte guardo la sua firma nello zaino e mi capita di ripensarci, ad Isabella. Di pensarla smarrita dentro la sua maschera. Di rileggerla nelle email. Di stringere pupazzi-bambi per zittirne i gorgheggi. Di rivederla mandarmi un bacio con la mano. E certe volte mi chiedo se è reale la somiglianza che sento. E provo a pensare a me stessa trentenne dietro una maschera di gomma vestita da gothic lolita. Me stessa da sola nelle mie stanze con lo strazio. Me stessa a difendere i miei pensieri dalle domande bigotte. E forse lo sono anch'io, quella cosa lì.
"Io sono il mio inchiostro. Ho iniziato a scrivere da piccola. Ero troppo timida e non riuscivo a comunicare con gli altri. Ho iniziato a farlo scrivendo. La scrittura è la mia voce. E’ tutto quello che ho. Il mio corpo, la faccia, il respiro, il mio cuore, la mente. Per gli altri sono personaggio. Per me sono solo Isabella, una che vive scrivendo, che non potrebbe non farlo. Vivo solissima e poi esco per raccogliere la vita degli altri. Mi sento una donna- elefante così come lo era John Merrick l’uomo elefante realmente esistito. Mi sento come lui. Non ho forme strane nel corpo ma nel suo interno. Mi sarebbe piaciuto conoscerlo. Essergli amica."
"Perchè io sono questa cosa quì."
venerdì, 02 giugno 2006

e da oggi comincia la mia estate. si, lo so, ci sono gli esami, ma anche quello fa parte del divertimento. l'importante è avere adrenalina addosso - serotonina - da oggi la mia vita cambia. da oggi comincio a tirar fuori i coglioni morgani e a DIVERTIRMI per davvero. perchè il non alzarmi ogni giorno alle cinque mi darà forza, quel tanto di energia in più, e me la farò bastare per affrontare tutto, si, affrontare il malessere ridendogli in faccia. perchè nonostante la merda che mi si tira addosso, nonostante sia geneticamente predisposta al [...] io mi sono costruita una vita magnifica. perchè io intendo avere le mie ali prima della fine di giugno. e intendo volare. e ce la devo fare perchè voglio farcela e ce la farò. fanculo tutto il resto. da oggi comincio a prepararmi per spiccare il volo. da oggi riprendo in mano tutti i miei progetti in sospeso. da oggi si cambia musica, basta con Tiersen e Nyman e Mansell e il resto della classica pseudoromanticosuicida. da oggi solo dark industrial ed elettronica iperincazzata. da oggi tolgo un altro quarto di quei farmaci di merda e passo a 15 milligrammi. da oggi ricomincerò a scrivere PER DAVVERO. vorrà dire che mi reggerò in piedi con litri di caffè, vorrà dire che farò sforzi immani per controllare il mal di testa, ma voglio dimostrare a me stessa che io, un pò di forza, ce l'ho. perchè si vive una volta sola e questa vita voglio godermela tutta.
