



"Lo dissi piano alle foglie"
C'è un filo rosso intrecciato ai rami dell'albero davanti al balcone di Big. Chissà perchè, chissà chi lo ha fatto. Forse un'altra matta che parla alle foglie, che avendo un albero davanti alla finestra immagina di vivere in mezzo ad un bosco. Big mugola e forse vuole dirmi che si sente solo, io faccio finta di non capirlo.
Mi dispiace non rispondere ai vostri commenti. Però sapete, mi scaldate il cuore. Vorrei poter ricambiare tutto. Mi impegnerò a resuscitare al più presto, lo giuro.
Vostra,
Morgana

Vorrei che qualcuno mi conoscesse davvero. November rain in loop. E' l'ambizione che mi fotte. Gli obiettivi che raggiungo neanche li vedo e punto sempre più in alto, sempre più in alto e cado sempre più in basso, sempre più in basso. Ho fatto di me carne da macello. Righe a zig zag e cuori trafitti e letti vuoti e la cronologia del pc che provoca fitte dolorose e pretendi che gli altri siano uguali a te ma questo è stupido, questo è stupido, ma tu sei forte Morgana, tu sei fatta di ferro, inattaccabile, i tempi in cui per camminare per strada avevi bisogno di tenere stretta la mano della mamma sono finiti da un pezzo. Le mie gambe sono forti a sufficienza per reggere il mio pesopiuma con fierezza. Tette in fuori e guarda il cielo, è arrivato il momento di tirar fuori i coglioni. Sono diverse notti che tento con Vinz di guardare il film "Il processo", quello tratto dal libro di Kafka. Tutte le volte crolliamo tra il calore dei corpi e Vinz che profuma di birra e io puzzo di sigarette e l'incubo kafkiano come sottofondo del sonno. Ieri notte - pardon, mattina. Faccio una vita da vampiro ormai - ho dormito da sola, anche questa volta cullata dalla voce nervosa del signor Kappa. E allora ho sognato me stessa sul pavimento, legata da corde di cuoio. Un uomo al mio fianco minacciava di frustarmi se solo avessi osato parlare. Big è stato impietoso negli ultimi giorni. Big è un pitbull a cui faccio da dogsitter nel tentativo di dissanguare un pò meno i miei genitori. Tra affitto, bollette, psicologa, psichiatra, farmaci, scuola di scrittura, la mia esistenza sta costando una cifra notevole. Dicevo, Big per quanto intelligente è piuttosto impietoso. Forse crede che io sia la sua amante da portare a spasso. Ogni tanto prova a montarmi. Altre volte mi trascina, ha la forza di una bestia feroce. Mi è spuntato un livido sulla mano con cui tengo il guinzaglio. L'altro giorno nella furia mi ha buttata per terra, mi sono sminchiata le ginocchia e il piercing all'ombelico. Mi sono alzata e l'ho sgridato, gli ho tirato uno schiaffo. E Big invece di sbranarmi mi ha guardata triste, mortificato. E' per questo che lo adoro, perchè capisce, perchè a modo suo un cuore ce l'ha, perchè se solo volesse potrebbe staccarmi un braccio con un morso. Lo adoro perchè quando arrivo mi fa le feste e quando me ne vado piange, tutto il resto non importa. Ora andrò nel mio letto vuoto e spero questa volta di sognare castelli di sabbia. Voglio vivere con te in quella casa in riva al mare con le onde e tutto il resto e giocare con un cane bianco mentre scrivi e poi tornare perchè vedi, se tu mi vuoi io non vado via, se tu non mi butti nel mucchio di bambole rotte io ci sono, io non sono Camilla. E che vada pure a fanculo, la polvere.
Provate a fare il mio test.
Stasera ho ingoiato mezzo peperoncino rosso e mezzo peperoncino verde. Il ragazzo tunisino che ci ha invitati a cena li masticava come niente. A me hanno fatto venire le lacrime agli occhi, bruciore ovunque. Eppure mi ha stordita, mi è piaciuto. Mi è rimasto solo questo per sballarmi, il resto non posso, il resto fa male, fiumi di birra per tutti tranne che a me. Ho immerso la punta della lingua nell'assenzio, non sono riuscita a resistere al suo verde smeraldo. Davanti al bar un ragazzo ha picchiato un uomo e sua figlia cercava di difenderlo tirando pugnetti da bimba alla schiena dell'aggressore. Poi si è girata verso di noi. Ha gridato. Aiutatemi. Ha gridato. Nessuno si è alzato, nessuno. Nemmeno io. Flashback. Lo stesso tono da ragazzina terrorizzata che chiede aiuto a gente che non la ascolta, se ne fotte. Non mi sono alzata nemmeno io, è questa la cosa orribile. Io sono come loro, come quelli che allora se ne sono fottuti delle mie urla. Per paura. Tony ci ha spiegato che in questi casi è meglio non intervenire perchè i palermitani sono matti, perchè rischi di buscarti una coltellata. Ho usato la solita tattica: capelli davanti alla faccia, ho pianto in silenzio asciugando le lacrime ancor prima che scorressero. IO SONO COME LORO. Il tunisino si è accorto che qualcosa non andava. Vuoi un bicchiere d'acqua? Un pò di birra? Vuoi una Marlboro rossa? Toh, fumati sta sigaretta e non ci pensare, a Palermo succede sempre. Allora ha comprato due dolci, uno per me e uno per Letizia. C'era una rosa azzurro cielo sopra. Io sono come quei bastardi, sapete. Ho masticato la rosa e per ringraziarlo per quel tentativo di addolcirmi la vita gli ho regalato tre gratta e vinci, che a lui piacciono tanto. Gli ha dato fastidio. La fortuna non si può regalare, così mi ha detto. Come al solito nessuno capisce mai un cazzo.

elucubrazioni
"Per me il presente è l'eternità e
l'eternità è sempre in movimento, scorre, si dissolve. Questo attimo è vita.
E quando passa, muore. Ma non si può ricominciare a ogni nuovo attimo, ci si
deve basare su quelli già morti. E' un po' come le sabbie mobili… senza
scampo sin dall'inizio. Un racconto, un quadro possono far rivivere un poco
la sensazione, ma mai abbastanza. Niente è reale, eccetto il presente, e io
mi sento già soffocare sotto il peso dei secoli. Un centinaio di anni fa una
ragazza ha vissuto come vivo io. Poi è morta. Io sono il presente, ma so che
anch'io me ne andrò. L'istante sublime, la fiamma che consuma arriva e
subito scompare: sabbie mobili, sempre. E io non voglio morire" Diari, S. P.
"Un cuore artificiale io vorrei, nessun suono. Non questo pianoforte pieno
di violini, non questo slancio che nasconde sotto ali così immense, non quei
sogni, nessun suono. [...] Dai prova a ferirmi, io non sento, non ci sono,
sempre altrove, sempre forte, invulnerabile, magnifica. Dai prova a ferirmi,
colpisci con potenza, fammi fuori, urlami qualcosa di terribile, sbranami,
dai sbranami, io non sento, non ci sono, sempre altrove, sempre forte,
invulnerabile, magnifica." Requiem, I.S.
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