

nuotando nell'aria
"Ad essere sincera non ne sono così
sicura. Di esistere intendo. Mi sembra di vedere le cose a tinte pastello."
A.
Nome // Morgana
Specie // Misantropa
Età // 22
elucubrazioni
"Un cuore artificiale io vorrei,
nessun suono. Non questo pianoforte pieno di violini, non questo slancio che
nasconde sotto ali così immense, non quei sogni, nessun suono. [...] Dai
prova a ferirmi, io non sento, non ci sono, sempre altrove, sempre forte,
invulnerabile, magnifica. Dai prova a ferirmi, colpisci con potenza, fammi
fuori, urlami qualcosa di terribile, sbranami, dai sbranami, io non sento,
non ci sono, sempre altrove, sempre forte, invulnerabile, magnifica."
I.S.
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La stessa voce. Gli stessi incubi. Lo stesso terrore dell'abbandono. Gli stessi mostri nascosti sotto il letto. Paura di crescere. Corsa verso la felicità. Gli animali. Le carezze. Il caffè. Gli amanti. I riccioli. L'impotenza. Il vestito a fiori che non vuoi mettere. Gli elefanti che per errore ci calpestano. Gli orologi che corrono. I bianconigli che fuggono.
in simbiosi (im)perfetta


"La principessa delle onde cerca la sua luna specchiata. Sa che c'è lì fuori. Se solo riuscissi a svegliarmi. Se solo riuscissi a raggiungere l'aria vedrei una luce appoggiata. Sul mare."
Piccoli pettegolezzi crescono
La gente è strana - e anche un pò puttana - . L'altra sera al Litania Ile mi ha raccontato una cosa parecchio divertente. A quanto pare ha conosciuto per caso una ragazza di Baucina, che è un paese vicino Ciminna, il mio paese d'origine.
Ilenia: Ah, si, conosco Baucina. Ci passo in autobus per andare a casa di Morgana.
Tipadibaucina: Morgana?!? Conosci Morgana??
Ilenia: Perchè, la conosci?
Tipa: Come no, quella che si veste strana, che abita a Palermo e che quando torna dai suoi resta rintanata in casa.
Ilenia: Si, è lei. Ma come l'hai conosciuta?
Tipa: In realtà la conosco solo per sentito dire, ne parlano tutti. Cazzo vorrei proprio conoscerla, dev'essere un personaggio.
Ilenia: O_o
E' domenica
Decisioni
Morgana: Dove vai vestito così elegante?
Leandro: A messa. Vuoi venire?
Morgana: Eh?? Perchè ci vai?
Leandro: Perchè sono curioso di sentire la predica del prete che mi sono scopato l'altro giorno.
Morgana: Ah, è lui che dice la messa?
Leandro: Eh già. Vuoi venire?
Morgana: Okkei.
La gente è strana
Sotto i portici di via Ruggero Settimo c'è un vecchietto che vende i sassi. Ha una bancarella piena di sassi, di quelli di mare. Ci scrive delle frasi con il pennarello indelebile e tenta di venderli. Oggi ci sono passata davanti.
Vecchiettochevendeisassi: (si sbraccia per attirare la mia attenzione) Scusi, signorina!
Morgana: Si?
Vecchietto: Ho un messaggio per lei.
Morgana: Mi dica.
Vecchietto: Devo finire di colorarlo, però.
Morgana: (lo guarda con aria perplessa)
Vecchietto: (mi mostra un sasso con la scritta "Ma quanto sei antipatica")
Morgana: Buhauhauhauhauha ma che carino ahahahahaha
Vecchietto: (scambiando la mia risata per un'esplosione di entusiasmo dovuta alla bellezza del suo sasso) Ti regalo questo sasso. Puoi darmi anche solo un centesimo in cambio.
Morgana: Buhauhauhauha!!
Vecchietto: Per me è il gesto che conta.
Morgana: (con le lacrime agli occhi) Buhauhauhauha!!
Andando verso la chiesa
(io e Leandro ci teniamo per mano facendo finta di essere una graziosa coppietta, entrambi fieri di sembrare due persone normali)
Leandro: Oh, ho la maglietta macchiata.
Morgana: Che ti frega, non si nota.
Leandro: Non è consono andare in chiesa con la maglietta macchiata.
Morgana: Ma smettila.
Leandro: Soprattutto quando si tratta di una macchia di sperma.
Morgana: O_o
Palermo, da lassù, era di una bellezza che toglieva il fiato. Gli angoli delle strade gialli contro il cielo nero. Mi sentivo al sole nonostante fosse notte. Le infradito. Il vino. Il profumo delle stanze. La voce nel buio.
Sono tornata a casa stamattina. Ho messo uno smalto neropetrolio per farmi coraggio, poi sono uscita di nuovo. Tiersen sparato ad alto volume nelle orecchie. Powerade verde iride. La sede del nuovo corso sapeva di scuola. Non ero più abituata a non poter fumare per ore, così masticavo Big Bubble facendo palloncini a ripetizione. Nell'altro corso che sto facendo, quello di scrittura, i miei colleghi potrebbero farmi da genitori. Li guardo dal basso e li ascolto parlare di lavoro, automobili, figli. E mi sento un pò fuoriposto, lì, tra i giganti. Al corso che ho cominciato oggi i colleghi sono miei coetanei. Magari avrò meno da imparare da loro, ma hanno le speranze negli occhi. Nemmeno un'ombra di disillusione. E mi mancava la campana, la ricreazione e tutto il resto. Mi sembra di aver fatto un salto nel tempo. Come se i signori della giuria avessero deciso di darmi un'altra possibilità per riempire il vuoto lasciato dal tassello mancante. E ce la farò, a riempirlo.
[Elettrocardiogramma]
Guardami. Sono bella. Potrei fare la ballerina al Crazy Horse. Dimmelo. Dimmelo ancora. Ho l'aspetto da modella e la psiche di un mostro di Victor Hugo. Andrei a viverci volentieri, a Notre Dame. Una gobba con il viso da bambola nascosta tra i doccioni. E' questo il vero mostro. Vorrei riuscire a schiodare gli occhi dall'asfalto.
I miei stati d'animo possono essere sintetizzati in una linea piatta - l'elettrocardiogramma di un cadavere - e gli eventi scorrono, le persone muoiono ma la linea non si muove. Poi succede che certe volte - così, dal niente - la linea fa un guizzo e sale in alto, ma in alto davvero, spacca lo schermo e vola. Quando succede, vivere mi entusiasma. Tutto diventa una corsa in discesa. L'aria addosso. Poi la linea ripiomba verso il basso. Precipita nel sottosuolo - affonda nel putrido - e io mi sforzo di dare spiegazioni sensate a questo sueggiù dannatissimo, assumo diligentemente le pillole d'incoscienza che mi hanno prescritto, tento di eliminarne le cause, e certe volte riesco perfino ad impegnarmi, a farmi in quattro per cambiare le cose che sembrano andare storte. Fallisco, riprovo, fallisco, riprovo, fallisco, riprovo, riesco. La linea torna su di colpo. Poi ricade in basso. Vorrei solo riuscire a dare un senso a tutto questo.
Guardami anche tu. Guarda come mi espongo. Sono fatta di vetro. Avanti, fammi male. Colpisci. Distruggi. Anche le menzogne più insignificanti possono farlo, e tu lo sai. E ti diverti a scegliere nella memoria i miei punti deboli. Ad affondare il coltello con violenza. In fondo, te l'ho regalata io quell'arma. Che invece di scavare si limita a ferire. O tua, o morta. Non vedi altra scelta. Rido mentre lo fai. Rido accorgendomi che anche solo nell'ascoltarti - in questo mio ottuso masochismo - riesco a rivelarmi ancora più patetica di te.
[]oggi c'era il sole ed io
camminavo ad un palmo dall'asfalto
cos'hai da ridere?
mi prendi in giro?
no, è che sono felice
sigarette e caramelle
iridi verdi
e poi
all'angolo della strada
rieccole
le parole magiche
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Nothing's gonna change my world

"non sapevo che avessi così paura"
Sullo schermo luminoso del cellulare scorrono nuove paroline magiche scritte in un italiano zoppicante. E mentre mi accorgo quanto mi spaventa la sola idea di [...] comincio a sentire il problema del tempo. Un limite di qualche mese tipo revolver puntato alla gola. E mi sento un pò come in "Jack Frusciante è uscito dal gruppo". Ricordo che quel libro mi era sembrato patetico. Certe volte gli eventi hanno più fantasia di noi. Ma cosa volete che sia per il nostro vecchio Alex.
"Comunque, no, mica piange. Ha solo gli occhi un pò lustri per via dell'enorme velocità, è chiaro. Okay. E' anche perchè quel figlio di puttana del piccolo principe ha addomesticato la volpe."
