

nuotando nell'aria
"Ad essere sincera non ne sono così
sicura. Di esistere intendo. Mi sembra di vedere le cose a tinte pastello."
A.
Nome // Morgana
Specie // Misantropa
Età // 22
elucubrazioni
"Un cuore artificiale io vorrei,
nessun suono. Non questo pianoforte pieno di violini, non questo slancio che
nasconde sotto ali così immense, non quei sogni, nessun suono. [...] Dai
prova a ferirmi, io non sento, non ci sono, sempre altrove, sempre forte,
invulnerabile, magnifica. Dai prova a ferirmi, colpisci con potenza, fammi
fuori, urlami qualcosa di terribile, sbranami, dai sbranami, io non sento,
non ci sono, sempre altrove, sempre forte, invulnerabile, magnifica."
I.S.
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Gelato alla cannella e il sole sempre addosso. L'aria ha smesso di essere rovente e finalmente il mal di testa ininterrotto si è interrotto. Leggo Imre Kertész sforzandomi di seguirne il sentire, troppo diverso dal mio. Devo imparare ad essere onnivora perchè cercare se stessi all'interno dei libri è stupido, egocentrico. Amare gli autori in base ai loro mostri ti fa dimenticare la loro effettiva bravura. Royksopp in loop e iridiverdi e treni in corsa e paesaggi in fiamme e i gabbiani e il Powerade azzurrocielo e la doccia fredda e biglietti lasciati sotto la porta e olio per il corpo e la Coca Cola Light e i cubetti di ghiaccio che non si staccano mai e le sigarette una dopo l'altra e la testa tra le stelle.
[]
la deludente Santacroce
"Tacciato di amoralità e di violenza, il vero problema di V.M. 18 però è l’assenza di significato profondo. Se all’inizio del libro la critica della famiglia borghese ha un qual certo fondamento – le pagine dedicate ai genitori di Desdemona non sono prive di intelligente ironia – il senso critico si perde del tutto nel momento in cui Desdemona entra in collegio e inizia la sua personale crociata contro il piccolo universo. Quello che vorrebbe essere la descrizione della dissoluzione, la discesa verso l’abisso ipnotico del Male, è solo parodia del mondo visto con gli occhi di un’adolescente. Ogni adolescente pensa di essere Dio, signora Santacroce, ogni adolescente pensa di avere il mondo in mano e usa le armi di cui dispone per confrontarsi con gli altri e misurare sé stesso. Ogni adolescente è crudelmente spietato con chi non è perfetto. Ogni adolescente è preda di tempeste ormonali. Ogni adolescente si ribella all’autorità genitoriale e scolastica. Fa parte di un processo di crescita che nella maggior parte dei casi si risolve senza traumi. Nessuna innovazione, nessuna sconcertante scoperta nell’ultima fatica letteraria della Santacroce. Ma come si fa a vendere il nulla spacciandolo per capolavoro? Gli si crea intorno una parvenza di consistenza nel più banale dei modi: si invoca l’eterno binomio di sicuro successo eros-thanatos e lo si sbandiera ai quattro venti. Si prende lo scrittore e lo si fa esibire come se fosse una rock star. Ho assistito alla presentazione di V.M. 18 in una libreria di Roma. La signora Santacroce si è presentata con un’ora e un quarto di ritardo mentre una folla adorante, composta in egual misura da non-oltre-che-ventenni dark-fetish e ultraquarantenni arrapati, boccheggiava all’interno della libreria priva di aria condizionata. Giunta infine sul palco, la Santacroce ha mimato una danza sensuale e si è fatta venire una crisi isterica quando ha visto l’orda adorante impugnare i cellulari per scattare foto. [...] Tenta di ipnotizzare la folla con ardite allitterazioni alternate a provocazioni sessuali che generano momenti di gelo imbarazzato tra il pubblico."
Tratto dalla recensione di Alessandra Buccheri
"Poiché un senso deve averlo, è impossibile che non ce l'abbia, mi dico da giorni rimando la pratica in attesa di una rivelazione eventualmente anche notturna, intendo onirica. Niente. Il nuovo libro di Isabella Santacroce, letto e riletto, non suscita altro che repulsione: nessuna epifania estetica o morale, nessun brivido da contatto col peccato, nessuna ammirazione per la sapiente scrittura. [...] Il volume è un semplice abbecedario di turpidudini sadomaso in un crescendo di violenza di cui non si vede la fine né la ragione. I bambini di Satana sono educandi al confronto. Le ragazze di Foggia condannate all'ergastolo per aver plagiato e ucciso un'amica due dilettanti."
Tratto dalla recensione di Concita De Gregorio
Il caldo riduce il numero di neuroni
Al corso di web producer
Fra: Word è il mio incubo. Non riesco a capirlo. Me lo sogno perfino.
Gilda: E cosa sogni? La M di Word che ti rincorre urlando? (agita le mani imitando le zampe della m)
Morgana: La M?!
Gilda: O_o ups!
Il problema del petrolio
Onofrio: Il petrolio sta finendo.
Morgana: Che mi frega. Io prendo l’autobus.
Onofrio: Come?
Morgana: Niente, ho detto una cazzata O_o
Parlando di animali
Ciccio: Se io fossi un gatto, appena sentirei nominare la parola “sterilizzazione” scapperei di corsa.
Fra: (espressione seria) Sai, io non credo che il gatto capisca cosa si intende con il termine sterilizzazione.
Serata buia
Morgana: (ubriaca fradicia accarezza con fare languido la mano di Clément)
Clément: Che stai facendo?
Morgana: Ti accarezzo la mano. (occhi luccicosi)
Clément: Le mie mani sono qui. (mostra le mani)
Morgana: (tocca meglio la presunta mano) Cazzo, è il cuscino della sedia!
"Sono sempre stata una persona silenziosa. Dotata di una prodigiosa abilità di sintesi. Dammi un pensiero e sarò capace di allungarlo all’infinito. Di ricamarci per ore. Di rivoltarlo e rivoltarlo ancora e rifletterci sopra da mille punti di vista. Da quel pensiero me ne salterà in mente un altro, e poi un altro, e poi un altro ancora. Chiedimi di parlarne e resterò in silenzio. Dirò un paio di parole al massimo. Chiedimi di scriverlo e lo ridurrò a due righe. Ho sempre sognato di parlare tanto. Le persone che parlano tanto sono adorabili. Ti investono col loro essere. Quelle silenziose invece restano invisibili. A me basterebbe riuscire a riportare il pensiero su carta, ma non so fare neanche quello. Davanti al foglio bianco mi ammutolisco. Faccio sforzi incredibili per tirar fuori qualche riga. Ogni parola mi sembra di troppo, un pericoloso esporsi ai vostri giudizi, cari signori della giuria. Comunicare con la scrittura sarebbe bello, potrei parlare senza la voce. Se io non fossi me potrei scrivere decine di pagine al giorno. Se io non fossi me, davanti al foglio bianco i pensieri non sparirebbero. Forse se avessi un omino appollaiato nel cervello che prende nota delle mie elucubrazioni, forse scriverei molto di più."
Tratto da "Autoironia"
Conduce una vita densa di impegni, amici, ragazzi. Lei riempie il vuoto così. Quel vuoto che la spaventa, che l'ha tanto ferita nel periodo di nulla. A volte ha l'impressione di non farcela, allora beve il suo caffè al guaranà e va avanti. Una volta mi ha detto che mi stimava per il mio cambiamento, per la capacità che ho di saltare dalla morte alla vita come nulla fosse. Ero diventata il suo esempio da seguire. Adesso, è lei il mio esempio. La ammiro perchè all'improvviso è diventata un piccolo treno in corsa - in fuga dai mostri -. La conosco da anni. Lei cresce sotto ai miei occhi, diventa ogni giorno più forte. Ha imparato che per farsi amare bisogna far sorridere. Così sfoggia un'allegria impeccabile, - che tanto mi ricorda il mio comportarmi da cartone animato - ma ogni tanto è triste. Si ferma giusto un attimo, piange un pò, poi riprende. Lei sogna dei bambini, una casa, una famiglia. Lei studia psicologia. Intanto lavora. Lo fa un pò da sempre. Dà ripetizioni, fa la cameriera, si arrangia come può. Legge tanto. Legge, studia, lavora, esce, ama, vive dividendo il tempo con cura. Un piccolo straordinario treno. Sembra che io stia parlando di un'adulta, e invece la piccola donna in questione, proprio oggi, ha compiuto solo 22 anni.
[La protagonista]

La coniglia, nell’ultimo periodo, sembra colpita dalla fame chimica. Quando sono a tavola si rizza sulle zampe e mi guarda con gli occhiucci luccicosi e io non posso, dico non posso non passarle qualche spaghetto. Questa piccola palletta di pelo riesce ad ingerire una quantità di cibo incredibile. Tipo Yoshy, il dinosauro di Supermario, che in mezzo secondo ingoiava dei bestioni grossi il doppio di lui come se niente fosse. Solo che Yoshy non ingrassava, mentre la coniglia sta acquistando un volume preoccupante. Concedere gli snack a base di spaghetti al pomodoro ad un coniglio non è il massimo per la sua dieta, lo so, ma non prendetevela con me, non sono una cattiva madre, è tutta colpa degli occhiucci luccicosi. Anche perché, se non esaudisco ogni suo capriccio, questa piccola stronza si mangia la Repubblica. E l’inchistro dei giornali è tossico, si sa. il E io proprio non lo so a cos’è dovuto l’accrescimento smisurato del suo appetito. Dev’essere la percentuale di cocaina nell’aria – ben 0,1 nanogrammo ogni metro quadro, mon dieu, siamo fottuti -, dev’essere una strana posizione degli astri, fatto sta che diventa ogni giorno più paffuta. Non che mi dispiaccia l’idea di vederla obesa, perché se le palle di pelo sono pucciose, le palle di pelo obese sono doppiamente pucciose. Quello che mi preoccupa è che naturalmente i rotolini di ciccia le comprometterebbero la salute, accorciandole la vita. Cacchio. Riuscite ad immaginare una Morgana senza la mascotte orecchiuta al suo fianco? Io no, davvero. E se la sua fame crescesse in modo proporzionale all’aumento del cibo? Che disastro.
Vita morgana - Eccesso di voracità
Morgana: (mangia i biscotti)
(sentiamo un rosicchiare provenire da sotto il tavolo)
Letizia: Cosa sta mangiando?
Morgana: Stavolta non le ho passato neanche un biscotto, giuro!
Coniglia: (annusa con aria famelica i piedi del tavolo)
Letizia: Oddio, no, non mangiarti i nostri mobili ç_ç
Morgana: Ti immagini? Un giorno torniamo a casa e al posto dei mobili troviamo un mucchietto di segatura sul pavimento e la coniglia a pancia all’aria che si lecca i baffoni soddisfatta *_* che scenetta pucciosa!
Coniglia: Crunch crunch.
Letizia: …
Morgana: ^_^
Letizia: Non è divertente! -.-“
Vita morgana - Gusti raffinati
Clément: (sconvolto) La coniglia sta mangiando la Repubblica!
Morgana: (sbuffa)
Clément: Con tante riviste che ci sono, sceglie sempre quella. E’ un’intellettuale. Secondo me al mattino si prepara il caffè e legge il giornale. Deve avere anche degli occhiali nascosti da qualche parte. E un bastone da passeggio.
Morgana: O_o
Clément: ^_^
Morgana: Frequentarmi ti fa male. Ti stai morganizzando un po’ troppo O_o
Mangia per dimenticare!
Riso alla cantonese

Ingredienti: (per due porzioni)
° 250 gr di riso Basmati
° un uovo
° prosciutto cotto a dadini
° salsa di soya
° paprika
° olio extravergine d'oliva
Cuoci il riso in abbondante acqua per 12-14 minuti (attenzione a non farlo scuocere O_o). Intanto in una padella antiaderente friggi l'uovo strapazzandolo per bene, aggiungi il prosciutto. Scola il riso e tostalo in padella a fuoco alto assieme all'uovo e al prosciutto. Alla fine aggiungi la salsa di soya e un pizzico di paprika. Pronto!
In realtà, nel vero riso alla cantonese ci andrebbero anche i piselli, ma la sottoscritta, come ogni mocciosa che si rispetti, detesta le verdure, perciò niente piselli nella mia ricetta XD
Sono consapevole che disperarsi per un libro andato di traverso è qualcosa di altamente cretino, uno degli stati d'animi privi di logica che solo la sottoscritta è capace di provare. Certo, un libro che non gradisco non cancella tutte le sue opere precedenti, e non bisogna idealizzare le persone eccetera, ma ci sono rimasta male, che posso farci. Com'è possibile che l'autrice di Requiem abbia sfornato una simile vaccata? Un capolavoro a livello stilistico, non c'è che dire. Poetico e violento. Impeccabile. Ma il contenuto, cristo, si è distrattamente dimenticata d'inserirlo?! Ma certo, basta accarezzare il fiocco che copre le nudità del crocifisso e tirar fuori ridondanti descrizioni in cui s'immagina di scopaselo, e i lettori eccitati da tanta blasfemia nemmeno si accorgono che nel frattempo il libro si svuota. Un pò come nei film horror di serie b, che puntano tutto sulle scene splatter, ma per il resto sono mollicci, inconsistenti. Ti entusiasmano da bambina, quando la visione del sangue ti sembra qualcosa di proibito e trasgressivo, ma quando cresci solo di sangue e di teste mozzate non sai che fartene. E io non so che farmene del membro del Cristo Sofferto, nè degli stupri, nè delle collegiali impalate in giardino, nè dei testicoli degli amanti serviti a pranzo, e non è un problema di morale, sai quanto me ne frega della morale, il problema è che dietro tutto questo non c'è nessun messaggio, niente di niente, il vuoto, questo vuoto che dilaga. E' questa la mediocrità: il vuoto. Spero di aver frainteso tutto, spero che qualcuno riesca a spiegarmi il senso di questo libro, spero di capirlo all'improvviso. Io proprio non capisco questo suo declassamento improvviso. Deve aver eccessivamente "compensato la lucidità con la nebbia".
Da un'esemplare intervista della SantacroceLa tragedia
Morgana: No, non posso crederci. Mi sento come quando a 14 anni mi ero resa conto che non riuscivo più a credere nell'esistenza di Dio.
Clément: Ehehehe.
Morgana: Mi sento senza punti di riferimento. Lei era perfetta. Esprimeva il suo sentire in modo geniale. E adesso sembra impazzita all'improvviso. Sembra sulla soglia di un esaurimento nervoso.
Clément: Magari lo fa per posa...
Morgana: Impossibile. Quando si assumono pose costruite, lo si fa per mostrarsi in maniera migliore, più attraente. E lei, in questo modo, non è affatto attraente. Forse sono io che non riesco più a capirla. O forse è sempre stata così, e io ho frainteso i suoi messaggi, l'ho stupidamente idolatrata..
Clément: Ma dici sul serio?! Questa cosa della Santacroce ti fa stare veramente male??
Morgana: Si!!
Clément: O_o
Sono in piena crisi esistenziale. Mi restano un centinaio di pagine da leggere. Sto sperando in una svolta, un colpo di scena finale, non so, un'improvvisa rivelazione che capovolga il contenuto del libro, lo scuota. Ti prego, Santacroce, non mi deludere. Sono a pagina 394, il libro è di 491 pagine. In 1/5 di storia potrebbe succedere un imprevisto che faccia assumere agli eventi un senso diverso. Vero? Veeeroo?
[Isabella Santacroce, V.M. 18]Mi sono chiesta cosa potessi provare con una maschera a coprirti il volto. Così non ho saputo resistere, e ne ho comprata una. Ieri sera la indossavo per scherzo. Sapermi nascosta - con gli occhi gonfi invisibili - mi ha dato un certo sollievo.

Coronide-la-vibrante
"Costretta ad udire spaventosi guaiti da cagna squarciata da un grosso coltello, e in preda alla nausea, comunicai alle Spietate Ninfette che era mio intento punire severamente quella fanciulla, al fine di provocarne la morte. [...] Dalla deliziosa e minuta figura, era fanciulla illibata e assai stuzzicante. Sfortunatamente l'ipersensibilità le devastava ogni fascino, le imperlava di sudore la fronte, difficoltava le sue doti oratorie (eccelleva nella scrittura di brevi racconti, perciò si presume fosse in possesso di una pregevole intelligenza linguistica), riducendole in ammasso di balbettanti monosillabi ignobili, che causavano naturalmente l'ilarità delle compagne: tale spettacolo d'ingenuità e candore ci indignava a tal punto da desiderarne un'immolazione imminente. Era la rappresentazione di purezza che veniva a crearsi osservandola, a scatenare in noi la bramosia di sbranarla."
Isabella Santacroce, V.M. 18
