



[Cervellino fritto]
lunedì, 23 luglio 2007
Io ho qualche problema. Davvero. Sono circa due mesi che smanetto con Photoshop e html per cambiare l'orribile vecchia grafica del mio sito. E succede così: ho un'idea, litigo con il piccì - con bestemmioni annessi - fino a quando non la realizzo. Nel frattempo mi viene un'altra idea. Il layout appena ottenuto non mi piace più, allora lo accantono e mi rimetto a smanettare per realizzare l'altra idea. Solo che nel frattempo me ne viene un'altra ancora. E insomma, va a finire che mi ritrovo con una dozzina di layout inutili in quanto non me ne piace nemmeno uno, e l'aspetto del sito è rimasto immutato e orribile. Sono stupida come un cane che si morde la coda. Povero cervellino morgano. Mi sono resa conto che l'acquisizione di nuove tecniche alimenta la mia indecisione. Porcaputtana. Così stanotte ho smesso di mordermi la coda e ho fatto un layout almeno per il blog, e stringendo i denti e lottando furiosamente contro la voglia di cestinarlo l'ho messo online. Wow. Ce l'ho fatta! E' un piccolo passo contro l'indecisione. Un timido imporsi dell'Io morgano contro quello stronzo di Es che rompe costantemente le palle. Sono fiera di me stessa. Presto sistemerò zampinemorgane, perchè insomma, mi rendo conto che è inutilizzabile, le anteprime sono solo immagini delle schermate e non pagine web, e quindi ci vuole molta immaginazione per capire il risultato finale. Presto metterò a disposizione il vecchio template di zuccheronero, quello con le bocche sparaflesciose.*
* Termine coniato da LilithBloody - Tutti i diritti riservati.

[Sgretolarsi]
mercoledì, 18 luglio 2007
Sembrava uno di quei telefilm americani, quelli con le affinità tanto perfette da sembrare surreali. Leggevo Ai Yazawa e mi sembrava incredibile di possedere doni tanto preziosi - amicizie da fumetto - e adesso, adesso ecco quel che rimane un lento Improbabili coincidenze e incubi
di rapporti idilliaci
- da fumetto -
doloroso
sgretolarsi
come niente
- sei tu l'incapace,
(mi dico)
perdi le redini della mente
come puoi anche solo pensare
di essere in grado di tenere
quelle dei rapporti umani? -

[Dentro le tue mani]
mercoledì, 18 luglio 2007
Iridi verdi e odore di pelle scaldata dal sole. Una di quelle indimenticabili mete mai raggiunte dorme ora tra le mie mani - dentroletuemani - non sono brava ad usare la voce e spesso rimango lì in silenzio - i silenzi più intensi che abbia mai pronunciato - mentre abilmente dipingi il sentire con una lingua non tua. L'italiano è un linguaggio strano. E le regole e i modi di dire e le contraddizioni che non sono in grado di spiegarti. Con te mi sono accorta di quanto sia complessa la mia lingua, e di quanto possa essere semplice ogni gesto, e di come i mostri al sole semplicemente spariscano e di quanto sia vicina al volo degli uccelli


[Lovely]
mercoledì, 11 luglio 2007
sempre liberi di separarsi
(senza separarsi mai)


[Forme aguzze]
martedì, 10 luglio 2007
"Se tieni la mia mano non cadrai"

Bluprofondo. Nessie in vacanza nascosto dietro le rocce. Gli insetti. I lividi sulle ginocchia. Piangere di fronte ai miei limiti stagliati contro l'orizzonte. Diventano reali, assumono forme aguzze. Io, lui e i miei limiti, nient'altro a cui aggrapparsi. Equilibrio precario - sai, soffro di vertigini. Pensa che non riesco nemmeno a sostituire le lampadine. Pensa che per me è un'impresa stare in equilibrio su una sedia. - equilibrio precario e il sole addosso e non ho nemmeno una sigaretta, nemmeno una sigaretta diocristo - sembra che il tuo benessere dipenda esclusivamente dalle sigarette, quando non ne hai diventi insopportabile - e non c'è via d'uscita. Circondata da limiti invalicabili. Claustrofobia a cielo aperto. Strano a dirsi. Così mi autoviolento, afferro i limiti, li sfondo. Mi ha fatto male, ma per un attimo ho avuto l'impressione di liberarmi da me stessa. Di spiccare il volo.

[Giardini Zen]
lunedì, 02 luglio 2007
Sulla spiaggia con gli amici mi diletto a raccogliere palline bianche sparse nella sabbia, fingo che quel passatempo sia per me estremamente importante. Le parole della psichiatra numero uno mi risuonano nelle tempie. Il vestito da stupida che cerchi di metterti addosso non ti sta per niente. Ah no? Rido. Chissà se qualcuno si accorge del mio attuale sentire tragicomico, mi chiedo. Sento la tensione crescermi nelle viscere. Per una buffa coincidenza il culmine dell'angoscia arriva di nuovo alle cinque del pomeriggio. Di nuovo. Perchè tutta questa puntualità? Mi chiedo. Dev'essere un inconscio tentativo da parte del mio organismo di scimmiottare Sarah Kane. L'ora fatale che coincide con l'ora di merenda. Rido. Fai piccole dune con cura. Le modelli con le tue dita da pianista. Qualcuno mi regala palline bianche. Ringrazio sorridendo. Mi piace fumare una sigaretta dopo l'altra e creare ordinati giardini Zen con le cicche. Stanotte ho sognato di volare su Palermo. Era faticoso spingere l'aria, ma ci riuscivo. Avevo qualcuno al mio fianco che batteva le braccia a sua volta. Era bello. Volavamo accanto ai passanti. Alcuni ridevano, altri ci salutavano. Poi in alto sulle nuvole. Poi di nuovo giù in picchiata. Ci siamo schiantati ridendo su una distesa di marzapane appiccicoso.

elucubrazioni
"Per me il presente è l'eternità e
l'eternità è sempre in movimento, scorre, si dissolve. Questo attimo è vita.
E quando passa, muore. Ma non si può ricominciare a ogni nuovo attimo, ci si
deve basare su quelli già morti. E' un po' come le sabbie mobili… senza
scampo sin dall'inizio. Un racconto, un quadro possono far rivivere un poco
la sensazione, ma mai abbastanza. Niente è reale, eccetto il presente, e io
mi sento già soffocare sotto il peso dei secoli. Un centinaio di anni fa una
ragazza ha vissuto come vivo io. Poi è morta. Io sono il presente, ma so che
anch'io me ne andrò. L'istante sublime, la fiamma che consuma arriva e
subito scompare: sabbie mobili, sempre. E io non voglio morire" Diari, S. P.
"Un cuore artificiale io vorrei, nessun suono. Non questo pianoforte pieno
di violini, non questo slancio che nasconde sotto ali così immense, non quei
sogni, nessun suono. [...] Dai prova a ferirmi, io non sento, non ci sono,
sempre altrove, sempre forte, invulnerabile, magnifica. Dai prova a ferirmi,
colpisci con potenza, fammi fuori, urlami qualcosa di terribile, sbranami,
dai sbranami, io non sento, non ci sono, sempre altrove, sempre forte,
invulnerabile, magnifica." Requiem, I.S.
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La foto di testata, quella in bianco e nero, mi è stata scattata da Daniele.
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