nuotando nell'aria
"Ad essere sincera non ne sono così sicura. Di esistere intendo. Mi sembra di vedere le cose a tinte pastello." A.

Nome // Morgana
Specie // Misantropa
Età // 22

elucubrazioni
"Un cuore artificiale io vorrei, nessun suono. Non questo pianoforte pieno di violini, non questo slancio che nasconde sotto ali così immense, non quei sogni, nessun suono. [...] Dai prova a ferirmi, io non sento, non ci sono, sempre altrove, sempre forte, invulnerabile, magnifica. Dai prova a ferirmi, colpisci con potenza, fammi fuori, urlami qualcosa di terribile, sbranami, dai sbranami, io non sento, non ci sono, sempre altrove, sempre forte, invulnerabile, magnifica." I.S.

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[Fui una fata]
domenica, 28 ottobre 2007


Da bambina odiavo i geranei e sognavo di vivere in città, in mezzo alla gente e al rumore. Da bambina disegnavo la me stessa cresciuta con i pennelli e la tavolozza in mano, il camice e i capelli a caschetto. Da bambina davo per scontato che prima o poi sarei andata via da quel posto. Il futuro ce l'abbiamo inciso nel rovescio degli occhi.

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[Come una vamp]
mercoledì, 24 ottobre 2007

Invece di donne magrissime in posa, incollavo alle pareti ritagli delle confezioni delle calze, tacchi a spillo, foto di donne languide in autoreggenti, gambe e piedi e gambe e ancora gambe. Chi entrava nella mia stanza puntualmente me ne chiedeva il motivo. Io non rispondevo. La risposta è che volevo diventare esteticamente perfetta e sessualmente impeccabile. I miei adolescenziali anfibi non erano di suo gradimento e necessitavo di un’immediata metamorfosi. Stanca di collezionare tradimenti reciproci con l’uomo che amavo, volevo trasformarmi nella sua donna ideale per mettere fine allo scempio. Il mio orgoglio di donna gridava. Avrei fatto i salti mortali per essere migliore di lei, la rivale. Aveva i seni perfetti ed era molto più donna di me, la quarantenne con cui mi tradiva, ed io non potevo accettarlo. Agghindata da vamp mi accanivo contro il suo fantasma. Vedrai che riuscirò a farmi amare così tanto, mi dicevo, che non penserà mai più ad altre donne.  Era un uomo strano, lui. Possedeva nella testa una realtà personale, diversa da quella comune. Vedeva il mondo attraverso specchi deformanti, ma non mi importava, perchè io stessa mi sentivo deforme.

Sotto la pioggia di violente liti affermava di amarmi e io nel frattempo cacciavo i fantasmi acquistando calze a rete e autoreggenti e gonne e tacchi. Lo svilimento dell’anima e il cuore oppresso dal nylon. E mentre mi affannavo a diventare una vamp per farlo innamorare, l’amore finiva. Mi lasciò diverse volte urlando, poi lo lasciai io.

Se il suo tradimento mi mandò fuori di testa, il mio abbandono lo fece impazzire. Di odio. E’ passato molto tempo, non ha ancora smesso di minacciarmi, accusandomi in modo ossessivo di labirintiche colpe. Gli chiedo di dimenticarmi, risponde che non mi darà mai questa soddisfazione, allora chiedo se mi perseguiterà per sempre, mi risponde che sono io che devo lasciare in pace lui, altrimenti mi schiaccia, mi uccide, non so. La sua logica mi atterrisce.

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[Come un chiodo]
domenica, 21 ottobre 2007

Quel modo che aveva di stare in disparte - come se parlando avesse dato fastidio a qualcuno - quel modo lento che aveva di mangiare, senza scomporsi, muovendo la bocca il meno possibile, la faceva sembrare una Morgana bambina, ma con problemi diversi.

Comprammo del cibo indiano e andammo a casa sua. C'era un cane che aveva il mio stesso nome. Nel vedermi abbaiò tremando. Mi mostrò la sua stanza. Non c'era neanche un peluche.  Sulle pareti c'erano foto pubblicitarie di donne ritagliate dai giornali. Perchè incolli pubblicità sul muro? Le chiesi. Non rispose. Guardai con più attenzione e rabbrividii: non erano modelle qualsiasi, di quelle formose e languide. Erano donne magrissime in posa.

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[Giorno zero]
giovedì, 18 ottobre 2007


Il mio psichiatra è un uomo simpatico. Mi chiede se mangio, se assumo alcool, se mi faccio le canne, se dormo. Io gli rispondo sinceramente e lui ogni volta ride. Che altro posso fare, se non tirarle il collo? Mi dice. Perchè non se ne va dai suoi genitori? Mi dice. Avrebbe bisogno di una mamma che le cucina la pasta e la sgrida se va a dormire tardi, mi dice.

Mi piace il modo che ha di ridere. Butta la testa all'indietro ed emette una risata dal sapore rassegnato, come a dire che pretendi, mia cara, io mica posso fare miracoli, sei tu l'artefice del tuo destino.
Ogni volta mi controlla gli occhi, l'equilibrio, la pressione, i riflessi del ginocchio. Poi mi tira su le maniche e guarda l'interno delle braccia, per controllare se mi buco. Mi ha preso per una tossica? Gli dico divertita. Lui si giustifica. Non mi fido di nessuno, mi dice.

Quindici giorni fa mi ha prescritto un quintale di vitamina b, che io non ho assunto. Quindici giorni fa mi ha ordinato di sospendere l'antidepressivo entro quindici giorni. Sei a rischio di dipendenza, mi ha detto. Questo farmaco non può essere preso per un anno, mi ha detto. Io lo prendo da un anno, un mese e sei giorni.  Agli ordini, capo. E' stata dura diminuire, per il corpo e per la mente è stata dura.

Oggi è l'ultimo giorno che mi è stato concesso. Prenderò la pillola della felicità azzurrocielo  per l'ultima volta, tratterrò il respiro e mi butterò a capofitto nella mia nuova vita. Forse ce la farò o forse no, chissenefrega in fondo, l'importante è partecipare. 

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[Guarda il lato positivo]
lunedì, 15 ottobre 2007

- 3

Stanotte ho sognato che casa Raimondo cadeva a pezzi. Aveva chiazze di muffa lungo i muri e i soffitti affrescati si sgretolavano piano. Nel sogno i miei coinquilini credevano che fossi stata io la causa del disastro. Piangevo e giuravo che non ero stata io a ridurre i soffitti a brandelli. Spiegavo e argomentavo. Non  arrivo fin lassù, dicevo. Soffro di vertigini, dicevo. Loro non mi credevano. Non hai le prove della tua innocenza, dicevano.

Il basso livello d'angoscia nuoce gravemente alla mia creatività. Me ne sono accorta nell'ultimo anno. Non sono mai stata così poco produttiva e artisticamente pigra in vita mia. In un anno, se non sbaglio, ho dipinto solo una tela senza neanche finirla e ho scritto solo squallidi raccontini che mi hanno spremuto fuori a forza al corso di scrittura e  un minilibro ad una persona - si, io invece delle lettere scrivo libri, sono deficiente - che qualitativamente credo non valga granchè, dato che appunto era  rivolto ad una persona sola. Per non parlare del web design. Imparo tecniche sfavillanti ogni giorno e semplicemente non le metto in pratica. Una merda. E sapete una cosa? Non me ne frega poi tanto. Tra la creatività e la serenità voi cosa scegliereste? Tra qualche mucchietto di fogli dattiloscritti pagati con l'inferno e la pace dei sensi, cosa scegliereste? Non so voi, ma io sceglierei la pace dei sensi. Altro che artisti maledetti e puttanate varie, io non ho nessuna voglia di star male. Il vero problema è che non sono io a scegliere, sono i miei neurotrasmettitori che lo fanno. Brutti bastardi, detesto conviverci. 
Adesso, per una serie di motivi, i miei stupidi violenti suegiù dell'umore si stanno inesorabilmente stabilizzando verso il basso. Coraggio, Morgana, guarda il lato positivo. Tornerai a sfornare i tuoi cazzo di fogli dattiloscritti e li pagherai con l'inferno. E piantala di lamentarti, dovresti esserne contenta.

 

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[Tu me manques]
venerdì, 12 ottobre 2007

- 6

Usava sempre la stessa tazza, quella bianca grande con su scritto "Café au lait". Io e il mio coinquilino francese ci ignoravamo quasi del tutto, all'epoca. Le poche volte che mi parlava era per chiedermi in prestito un pò di Nesquick per il suo latte, oppure per farmi l'elenco dei miei fallimenti. Sedeva sempre nell'estemità del tavolo vicino alla finestra. Al mattino presto entrava in cucina assonnato, lasciando nell'aria odore di felicità. Così sano, così normale. Un pò lo invidiavo. Ricordo che faceva comunella col mio ex nel prendermi in giro per i miei difetti. Manchi d'ironia, mi dicevano in coro. Il mio coinquilino aveva un modo di scherzare crudele. Non si faceva nemmeno uno scrupolo nello sbattermi in faccia il nulla che ero. Io mi limitavo a dargli ragione, come potevo non farlo.
Un giorno fece le valigie e se ne andò.
Poco tempo dopo il suo trasloco, ci innamorammo.
Il suo profumo di felicità mi inebriava i sensi ogni giorno.
Pochi mesi dopo esserci innamorati, lui se ne tornò in Francia.
La sua tazza è ancora sulla credenza. Ho smesso di comprare il Nesquick. 
Forse io manco di ironia, ma in compenso la vita ne ha parecchia.

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[Adoro questo ragazzo]
mercoledì, 10 ottobre 2007

- 8

Zel: Se solo la mia ragazza mi capisse quanto mi capisci tu...
Morgana: Se vuoi le faccio uno schemino. Zel, istruzioni per l'uso.
Zel: Uhm, e perchè no. (serio) Potrebbe essere utile. 
Morgana: Ehm, veramente io scherzavo -.-" 
Zel: E perchè?
Morgana: O_o Forse sarebbe un tantino offensivo nei confronti della tua ragazza, che io le faccia uno schemino illustrativo su come capire il suo ragazzo. Sa di presa in giro, non trovi?
Zel: Ma figurati, non si offende. Non si è offesa nemmeno quando, dopo che mi ha fatto male un pompino, le ho mandato un video porno per farle capire come si fanno i pompini.
Morgana: Ahahahaha! ^_^
Zel: (serio)
Morgana: No, aspetta. Stavi scherzando, vero?
Zel: No.
Morgana: O_o oh mio dio, l'hai fatto veramente?
Zel: A mali estremi estremi rimedi.
Morgana: O_o
Zel: E poi la tipa del video era brava.  Allora, quando le fai avere lo schemino?
Morgana: X_x

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[Gonna a pois]
lunedì, 08 ottobre 2007

- 10
Ho fatto un salto nella mia vita precedente, rubando a mia madre una gonna a pois. 


L'autobus azzurrocielo non è molto efficiente, come macchina del tempo. Ha distrattamente dimenticato di farmi trovare il giardino e il cane. In compenso i miei genitori c'erano, anche se larghi la metà di prima. Dev'essere una distorsione dovuta alle famigerate coordinate spaziotempo.

Scherzavo, sono semplicemente dimagriti. E' dimagrito mio padre, è  dimagrita mia madre, è dimagrito il mio gatto, sono dimagrita io. Divertente, come coincidenza. C'era una storia di Stephen King che parlava di una tipa che dimagriva, dimagriva, e ad un certo punto sparì del tutto. Mentre cucivo i lembi della gonna per rimpicciolirne il diametro ci pensavo, a questa cosa, e ridevo immaginando un titolo fico per un articolo di giornale che annuncia la nostra sparizione. Altro che i faccioni rotondi dei compaesani arrestati per mafia, che noia questa mafia, ci vuole qualcosa di più originale per la prima pagina. Caratteri cubitali: "Famiglia Addams colpita da dimagrimento cronico, ora scomparsa."  Sottotitolo: "Letteralmente scomparsa."
Sto delirando? Può darsi. E' che ho dimenticato di comprare i Weetabix.    

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[Io sono verticale]
venerdì, 05 ottobre 2007

ma preferirei essere orizzontale


-13

Non sono un albero con radici nel suolo
Succhiante minerali e amore materno
Così da poter brillare di foglie a ogni marzo,
né sono la beltà di un’aiuola
ultradipinta che susciti gridi di meraviglia,
senza sapere che presto dovrò perdere i miei petali.

Confronto a me, un albero è immortale
E la cima d’un fiore, non alta, ma più clamorosa:
dell’uno la lunga vita, dell’altra mi manca l’audacia.

Stasera all’infinitesimo lume delle stelle,
alberi e fiori hanno sparso i loro freddi profumi.

Ci passo in mezzo, ma nessuno di loro ne fa caso.

A volte io penso che mentre dormo
forse assomiglio a loro nel modo più perfetto –
con i miei pensieri andati in nebbia.

Stare sdraiata è per me più naturale.
Allora il cielo e io siamo in aperto colloquio,
e sarò utile il giorno che resterò sdraiata per sempre:
finalmente gli alberi mi toccheranno,
i fiori avranno tempo per me.

Sylvia Plath   

 

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[- 14]
giovedì, 04 ottobre 2007


Morgana? Come stai? Bene, grazie. Ho un cuore nella pancia che pulsa e deride. E scusami se piango. Mi dispiace, ma tu lo sai, sono un pò così. Ride. Lo so, mi dice. Avrei voluto dirgli un mucchio di cose. Sai che la colonna sonora di Goodbye Lennin la so a memoria. Perchè ho conosciuto prima la musica che il film. Nel novembre 2005 mentre chiedevo gentilmente aiuto avevo Summer '78 in loop. Sai che adesso mi sembra di essere tornata in quel modo? Avrei voluto dirgli. Ma è una cosa un pò più sottile, perchè è dentro e non fuori. Perchè mantengo sorrisi perfetti e i miei polsi sono intatti, ma di notte mi assale il terrore di non so che cosa, vomito Powerade blu e il cuore mi rintuona nella testa. Avrei voluto dirgli un mucchio di cose, ma ho preferito non farlo. Perchè il vittimismo è deplorevole, l'egocentrismo lo è ancora di più. Mai dare importanza ai propri moti interiori, anche se hai l'impressione che possano ucciderti. E invece di chiedere gentilmente aiuto ai fantasmi, questa volta, credo che mi dedicherò ad altro.

Voi ci credete nella reincarnazione?
Io, nella mia vita precedente, avevo le guance rosse. Abitavo con i miei genitori in una casa con un giardino e un cane.

 

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