[Pink Christmas]
martedì, 25 dicembre 2007

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[Fatalismo]
sabato, 22 dicembre 2007

Il siciliano è una lingua articolata e complessa. Il siciliano generalmente è ritenuto poco elegante, ripugna gli italiani e fa impazzire gli stranieri per i suoni che ricordano chiasso, coppole e film di mafia. Esistono dizionari che ne spiegano i termini e le regole grammaticali. Esistono perfino enciclopedie online. Per quanto possa sembrare una lingua umile, in siciliano si possono esprimere concetti astratti, si può parlare d'arte e di letteratura. In siciliano si può dire tutto, meno che una cosa: il futuro. Una coniugazione verbale che indica il futuro semplicemente non esiste. E' inquietante. Per parlare del futuro i siciliani utilizzano l'indicativo presente, ma effettivamente un vero e proprio futuro non esiste. Sarà un caso?

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[Insetti]
lunedì, 17 dicembre 2007


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[Come la peste]
mercoledì, 12 dicembre 2007

Tempo fa in tv c'era uno spot che invitava la gente a vedere la depressione come una comune malattia, a non vergognarsene, a parlarne serenamente. E' un problema che può capitare, dicevano. Non c'è niente di scandaloso, dicevano. Mi faceva venire in mente quelle campagne contro l'aids. Ti spiegavano più volte che la malattia non si contagia con il contatto fisico. Puoi parlare con un sieropositivo, farci amicizia, abbracciarlo. 
Credevo fermamente che la propria interiorità non fosse un tesoro prezioso da tenere nascosto. Ritenevo gli altri importanti, anche gli sconosciuti. A che servono i pensieri se li tengo per me? Come posso stare meglio se non mi confronto con gli altri? Beh, credo di aver sopravvalutato questi "altri". O forse ho sopravvalutato la mia capacità di esprimermi, non so. Il fatto è che comincio a stufarmi di dovermi autocensurare. Bisogna sorridere a tutti i costi anche quando scrivi, altrimenti sei un personaggio costruito, fai finta di stare male, enfatizzi, ti autocommiseri allo scopo di attirare le folle. Che gran puttanata, ma cos'ha la gente in testa, la segatura? Vedevo il blog anche come un modo per tenermi in allenamento con la scrittura. La scrittura, questo cane morto che mi porto dietro sperando che resusciti. Io non so più scrivere, è questa la realtà. E mettere i miei stati d'animo in vetrina non mi servirà nè a stare meglio, nè ad imparare a scrivere.

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[Ho freddo]
martedì, 11 dicembre 2007

Dicembre mi taglia la faccia ogni giorno. Aspetto una rinascita che non arriva. Il mio umore è guasto a causa di reazioni chimiche mal funzionanti e posizioni geografiche poco clementi. Dovrei chiamare il tecnico per ripararlo. Sono una mela sanguigna che all'interno è brulicante di vermi. Dicembre mi taglia la faccia ogni giorno.

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[Il buco nero]
giovedì, 06 dicembre 2007

Novembre è il buco nero del mio mondo. Mi sono sempre chiesta il motivo per cui i miei novembre sono sempre così bui. Sarà il sole che si spegne. Sarà la serotonina che se ne va in vacanza, migra verso i paesi caldi e mi lascia quì, da sola, al freddo. Le amicizie si spezzano a novembre, le storie d'amore finiscono a novembre, le crisi depressive arrivano a novembre, le persone muoiono a novembre, anche la mia morte avverrà certamente di novembre. Anni fa i tarocchi mi avevano predetto una morte dovuta al suicidio. Per fortuna non credo ai tarocchi. In ogni caso, novembre è finito e sono sopravvissuta anche quest'anno. Chissà quale pezzo di vita si mangerà il prossimo novembre. Dalla finestra della mia nuova stanza si vede un rettangolino di cielo. Trovo straordinario riuscire a vedere il cielo dal letto. Ieri qualcuno mi ha chiesto se in questi giorni vado al mare. No, ho risposto, fa freddo. E allora? mi ha detto.

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[Capitan Harlock]
domenica, 02 dicembre 2007

Palermo, via Dante.
Ragazza1: Scusate, quel parcheggio l'avevo visto prima io. Non è che per favore potreste lasciarmelo? E poi è notte fonda, io ho paura a cercare parcheggio di notte, e voi siete in coppia, insomma, vi proteggete a vicenda, per voi è meno rischioso..
Ragazza2: (scende dalla macchina) Se hai paura di cercare parcheggio di notte, vai da un bravo psicologo. (sferra un pugno al finestrino, lo spacca, i cocci di vetro feriscono la ragazza1)

Arriva l'ambulanza.
Infermiere: Signorina, scenda dalla macchina.
Ragazza1: (piange) Ha uno specchio?
Infermiere: Signorina, lei è coperta di sangue, scenda dalla macchina.
Ragazza1: (cerca di togliersi la cintura di sicurezza, non ci riesce) Sono capitan Harlock.
Infermiere: Come?
Ragazza1: Sono capitan Harlock.

Questo me l'ha raccontato la ragazza1 ieri sera, è successo qualche giorno fa. E' difficile da credere, sembra un episodio di teatro dell'assurdo, ma i vetri rotti per terra li ho visti, li ho visti per davvero.

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nuotando nell'aria
"Ad essere sincera non ne sono così sicura. Di esistere intendo. Mi sembra di vedere le cose a tinte pastello." A.
"Collezionavo anni controvoglia. Erano farfalle conficcate da spilli. Chissà se un giorno riuscirò a venderli. " Revolver, I.S.

Nome // Morgana
Specie // Misantropa
Età // 23

elucubrazioni
"Per me il presente è l'eternità e l'eternità è sempre in movimento, scorre, si dissolve. Questo attimo è vita. E quando passa, muore. Ma non si può ricominciare a ogni nuovo attimo, ci si deve basare su quelli già morti. E' un po' come le sabbie mobili… senza scampo sin dall'inizio. Un racconto, un quadro possono far rivivere un poco la sensazione, ma mai abbastanza. Niente è reale, eccetto il presente, e io mi sento già soffocare sotto il peso dei secoli. Un centinaio di anni fa una ragazza ha vissuto come vivo io. Poi è morta. Io sono il presente, ma so che anch'io me ne andrò. L'istante sublime, la fiamma che consuma arriva e subito scompare: sabbie mobili, sempre. E io non voglio morire" Diari, S. P.
"Un cuore artificiale io vorrei, nessun suono. Non questo pianoforte pieno di violini, non questo slancio che nasconde sotto ali così immense, non quei sogni, nessun suono. [...] Dai prova a ferirmi, io non sento, non ci sono, sempre altrove, sempre forte, invulnerabile, magnifica. Dai prova a ferirmi, colpisci con potenza, fammi fuori, urlami qualcosa di terribile, sbranami, dai sbranami, io non sento, non ci sono, sempre altrove, sempre forte, invulnerabile, magnifica." Requiem, I.S.

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Grafica: me
La foto di testata, quella in bianco e nero, mi è stata scattata da Daniele.


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