nuotando nell'aria
"Ad essere sincera non ne sono così sicura. Di esistere intendo. Mi sembra di vedere le cose a tinte pastello." A.

Nome // Morgana
Specie // Misantropa
Età // 22

elucubrazioni
"Un cuore artificiale io vorrei, nessun suono. Non questo pianoforte pieno di violini, non questo slancio che nasconde sotto ali così immense, non quei sogni, nessun suono. [...] Dai prova a ferirmi, io non sento, non ci sono, sempre altrove, sempre forte, invulnerabile, magnifica. Dai prova a ferirmi, colpisci con potenza, fammi fuori, urlami qualcosa di terribile, sbranami, dai sbranami, io non sento, non ci sono, sempre altrove, sempre forte, invulnerabile, magnifica." I.S.

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Foto: me fotografata da Daniele

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[La nostra sballata Pasqua #2]
lunedì, 24 marzo 2008

Tentare di accendere un fuoco per arrostire la carne mentre ci grandinava addosso sembra un'impresa da folli, eppure ci siamo riusciti. Per il resto, è meglio che io vi risparmi gli altri dettagli. Peace and love.

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[Fluo]
venerdì, 21 marzo 2008
La donna dai capelli verdi calpesta con grazia un pavimento blu fluo mentre una geisha dal cuore in pezzi e la fantomatica strega di Biancaneve vestita di stracci si atteggiano in pose da vamp davanti a muri rossi. Roberto sul palco emette distorsioni acustiche. La strega gli sorride in mezzo allo scomposto dibattersi di capelloni pseudometal. La donna in verde le ricorda che non è questo il modo, non è questo il modo di sopravvivere a se stessi. Gambe rosa Barbie si muovono con grazia in quel pavimento simile all'asfalto. L'uomo nero coperto di piercing soffre in silenzio e la strega continua imperterrita a vomitare sorrisi. Cosa d'alta magia non ferirsi mai, direbbe la Santacroce. La geisha dal cuore in pezzi piange davanti ad un whiskey e la strega si guarda bene dal dispensare consigli, lei, che i consigli non li ascolta mai.  Moogli raccoglie pazientemente i pezzi di queste ragazzine travestite da donne che proprio non sanno imparare a vivere.

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[Sans soleil]
mercoledì, 19 marzo 2008
Tende viola mosse dal vento. Il telefono che squilla da ore. Gli specchi. Non farlo, ti sentirai peggio di prima. Quell'odore sulle mani. Il vuoto che ti assale. Specchio specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame? Mia regina, rassegnati, Biancaneve è più bella di te. Se solo arrivassi.

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[La pedina magica]
domenica, 16 marzo 2008
Il muratore che ci mise le sbarre alle finestre aveva una figlia della mia stessa età. Avevamo cinque anni, forse sei. Facevamo sempre il gioco dell'oca. Quello con le pedine, che devi arrivare in fondo al percorso. Vincevo sempre io. Sempre. Lei non riusciva a capire. Il gioco dell'oca non richiede abilità, è un gioco di dadi, di fortuna. Così continuavamo a giocare, e lei sconvolta continuava a perdere. Io avevo la sensazione di barare, così decisi di confessarle il mio trucco. Ad un certo punto le dissi: devo svelarti un segreto. Hai notato che uso sempre la pedina bianca? In realtà, vinco perchè la pedina bianca è quella fortunata. Quella magica. Scoppiò a piangere. Non mi parlò per tutto il giorno.

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[Un pò di volontà ti è rimasta?]
venerdì, 14 marzo 2008

Un pò di volontà ti è rimasta?
Un pò di volontà ti è rimasta?
Un pò di volontà ti è rimasta?
Un pò di volontà ti è rimasta?
Un pò di volontà ti è rimasta?
Un pò di volontà ti è rimasta?

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[Io sono di legno]
mercoledì, 12 marzo 2008

C'era una donna matrioska dalle gambe di elefante. Nel vedermi piangere mi disse: io lo so, l'ho provato. Uscire di casa e vedere la gente che ti legge il dolore dentro gli occhi. L'ho provato. Per sconfiggere il male che hai dentro devi cantare. Ti sentirai meglio, vedrai. C'era una donna matrioska dalle gambe di elefante. Mi offriva il gelato e ci versava lo zucchero dentro, per renderlo più buono. Un giorno decise di non uscire più di casa. Per paura degli sguardi della gente.
Si lasciò morire di fame.
A Parigi, mentre aspettavo in libreria, trovai un libro in italiano. "Io sono di legno", così si chiamava. Mi appoggiai in un angolo e lo divorai. Di quel libro mi colpì il concetto di donne matrioske. Siamo matrioske, l'una dentro l'altra. Io sono la più piccola. Per questo mi costringo a mangiare. Perchè ho paura. Perchè le matrioske, in fondo, sono identiche.

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[Maskenada]
martedì, 11 marzo 2008

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[8 marzo, festa delle donne]
sabato, 08 marzo 2008

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[Le immagini]
venerdì, 07 marzo 2008
Lesse quell'email come se non le riguardasse. Si disse freddamente che in effetti era così che doveva andare, lo sapevamo da tempo. Si fece i complimenti per il suo nuovo cuore di metallo, guardò l'orologio. Era tardi, doveva comprare gli ingredienti per la cena. Corse al supermercato. Cancellò le immagini che crudeli le affioravano alla mente e si fece i complimenti per il suo nuovo cuore di metallo. Prese gli ingredienti. Non pensare. I suoi amici sarebbero arrivati tra poco. La cena. Nel banco frigo, accanto alla pancetta, vide i fiocchi di latte. Si mise in fila davanti alla cassa. Luilei che si avvinghiano. Parole sussurrate al buio, magari canzoni. Un lui perfetto. Una lei diversa. Il passato che si sgretola. Letti a dondolo caduti nel vuoto. Piangendo davanti alla cassa smise di farsi i complimenti per quel cuore di metallo che, in realtà, non era mai esistito. Squillò il cellulare. Ehi, Morghy! Sto arrivando. Ci vediamo sotto al portone. Morghy, ti ho comprato le caramelle. Così vai in overdose di zucchero e sei felice.

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[Stanze di carta]
giovedì, 06 marzo 2008

Viveva in una casa fatta di carta. Come quando anni prima si trasformava in una Barbie e fingeva di abitare dentro quelle case richiudibili con le microposate e gli elettrodomestici di plastica rosa e i soprammobili disegnati sui muri. Viveva in una casa fatta di carta. Picchiando la testa contro il muro non riusciva a farsi male. Non c'era dunque rimedio contro i mal di testa. Sul muro davanti alla scrivania c'era una misteriosa impronta rosso sangue, a forma di mano. Durante i mal di testa interminabili invece di picchiare la testa contro il muro immaginava fantasiose storie riguardo a quell'impronta. Nella migliore delle ipotesi, poteva essere la traccia di un pittore che dipingeva tele rosse con i palmi delle mani. Nella peggiore delle ipotesi, poteva essere causata da sangue, quello vero. Interminabile emorragia nasale? Incidente? Omicidio? Arrivò ad immaginare che fosse causata da un suicidio, e che ci fosse qualche anima appesa al soffitto di carta a vegliare su di lei.

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