



[Mentre piove]
mercoledì, 30 aprile 2008


[Cut]
mercoledì, 23 aprile 2008


[Bestie]
lunedì, 21 aprile 2008
A volte la gente si dimentica di pensare. Mangia, dorme, si accoppia, cerca di predominare sugli altri e nient'altro. Come le bestie. Il leone sdraiato sull'erba a bere birra guardando la partita, mentre la leonessa pulisce, fa la spesa, cresce i cuccioli. Il pavone mette in fila le sue piume mostrandole una per una. I gruppi musicali che conosce, i posti che ha visto, le cose che ha fatto. Cosa hai fatto per le vacanze? A volte ho l'impressione che la gente si affanni ad organizzare viaggi solo per poter rispondere a questa domanda. Ho un coniglio dallo sguardo vuoto. Dentro agli occhi leggi: carote, cacca, sonno. A volte gli occhi della gente mi spaventano. Dentro c'è scritto sesso e soldi. Nient'altro. Gli ideali, le riflessioni, l'astratto, i sogni non vanno di moda tra gli adulti. La ragione dovrebbe essere una differenza tra noi e gli animali. Spesso la usiamo per fare le bestie in modo più sottile, più subdolo. Non c'è solo questo. La ragione, quella vera, è ciò che distingue le punte di diamante dalla mediocrità, gli uomini dalle bestie. E' dentro ognuno di noi, solo che molta gente non la usa. Perchè è più facile essere bestie.

elucubrazioni
"Per me il presente è l'eternità e
l'eternità è sempre in movimento, scorre, si dissolve. Questo attimo è vita.
E quando passa, muore. Ma non si può ricominciare a ogni nuovo attimo, ci si
deve basare su quelli già morti. E' un po' come le sabbie mobili… senza
scampo sin dall'inizio. Un racconto, un quadro possono far rivivere un poco
la sensazione, ma mai abbastanza. Niente è reale, eccetto il presente, e io
mi sento già soffocare sotto il peso dei secoli. Un centinaio di anni fa una
ragazza ha vissuto come vivo io. Poi è morta. Io sono il presente, ma so che
anch'io me ne andrò. L'istante sublime, la fiamma che consuma arriva e
subito scompare: sabbie mobili, sempre. E io non voglio morire" Diari, S. P.
"Un cuore artificiale io vorrei, nessun suono. Non questo pianoforte pieno
di violini, non questo slancio che nasconde sotto ali così immense, non quei
sogni, nessun suono. [...] Dai prova a ferirmi, io non sento, non ci sono,
sempre altrove, sempre forte, invulnerabile, magnifica. Dai prova a ferirmi,
colpisci con potenza, fammi fuori, urlami qualcosa di terribile, sbranami,
dai sbranami, io non sento, non ci sono, sempre altrove, sempre forte,
invulnerabile, magnifica." Requiem, I.S.
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La foto di testata, quella in bianco e nero, mi è stata scattata da Daniele.
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