



[Volevo un cigno]
domenica, 22 giugno 2008
"E noi, l'una nell'altra
Oggi ho visto un documentario sui cigni neri. Una volta trovato il compagno restano insieme per sempre. Sono fedeli, come nelle fiabe. Nuotano sempre nello stesso lago. Se uno dei due muore, l'altro difficilmente si accoppia con un altro cigno. C'est clair et net. Le bestie a volte sono più romantiche di noi.
i colli reclini attorcigliammo
come due cigni solitari"
Anne Sexton

[Le caprette ti fanno ciao]
sabato, 21 giugno 2008
Delirio delle quattro e zerootto. Sono a Ciminnolandia e devo studiare. Ora mi affaccio alla finestra e scopro che il mio vicino di casa in realtà si chiama Peter ed è un australiano col canguro al guinzaglio. Il nonno di Heidi si alzerà dal letto di morte e mi porterà a vedere i sentieri delle capre appoggiandosi con il suo saggio bastone. Le galline pascoleranno e il cane scodinzolerà e l'esercito di gatti si rotolerà pigramente al sole. Accarezzerò il cane e penserò: perchè non mangia le galline? Dov'è la mamma? Boh, sarà là dietro. Com'era la stanza bianca? Dio, non me la ricordo più. C'era un divano e poi che altro? Ora prendo la bicicletta gialla e vado da Eleonora, ma dopo le cinque, altrimenti disturbo. Quelle sono taccole. Che brutto nome. Farò finta che siano corvi, è più poetico. E i mandorli saranno querce di una foresta piena di draghi. Il muretto magico. La penna con la chiave. I vestiti di Memole. Aveva le lentiggini e gli occhi verdi.

[Vasco Brondi]
venerdì, 20 giugno 2008
Ho divorziato dalla Santacroce. E' stato doloroso ma necessario. Era fragilissima e violenta. Era un'esteta. Sapeva descrivere i nostri moti interiori con precisione dolceromantica. Leggeva Anne Sexton. L'una nell'altra i colli reclini attorcigliammo. Come dei cigni solitari. Era masochista ed esibizionista. Era timida. Si nascondeva dietro ad una maschera sadomaso. Ascoltava Burzum. La amavo tantissimo. L'anno scorso lei cambiò radicalmente. Sostituì l'insicurezza con certezze cieche. Scelse Dio come amante ed iniziò ad avere manie di onnipotenza. Diventò una raccapricciante caricatura di se stessa. Si riteneva il Messia del male. Alle interviste cercava di nascondere la timidezza latente. Fingeva di essere una dea dalle assolute certezze, col risultato di sembrare una malata di mente. Io sapevo che malata di mente non era. Le chiesi spiegazioni. Lei mi mandò un'email, in cui scrisse che non era cambiata affatto. Era solo passata da vittima a carnefice. Dobbiamo reagire, mi disse. Ci vuole rivolta, mi disse. Demon e Misty e Starlet e Angelica sono tutte dentro Desdemona, solo che tu non le vedi, mi disse. Mi parve grottesco, così chiesi un immediato divorzio. E' stato doloroso ma necessario. Siamo rimaste in ottimi rapporti, sapete. Ogni tanto rileggo i suoi vecchi libri e mi sembra di continuare ad amarla. Nel frattempo mi sono risposata. Il mio nuovo marito è un cantautore italiano. Secondo me di presenza non lo sopporterei. Di solito i cantautori sono egocentrici come i gatti scappati dai condomini. Tranne Nicolò Carnesi, ma lui è un genio, e lo sappiamo tutti. Chi mi conosce sa che per me è raro innamorarmi dell'arte di un uomo. Gli uomini sono tendenzialmente insensibili. A parte le mie infatuazioni per Kafka, Munch, Chagall, Duchamp, Wilde che restano, appunto, infatuazioni. E' vero, anni fa mi ero quasi innamorata del mio psicanalista immaginario Alfred Adler, ma col tempo ho concluso che i suoi libri erano troppo pragmatici per i miei gusti. E poi era rachitico, puah. Dicevo, il mio nuovo marito si chiama le luci della centrale elettrica. Sui documenti si firma Vasco Brondi, ma ha deciso di mettersi un nome d'arte addirittura plurale. Non è meravigliosamente svitato? Ogni tanto lo tradisco con Frida Kahlo. Mi raccomando, non ditegli nulla, che secondo me si incazza. Ci siamo sposati con cerotti usati sotto alberi stempiati. Abbiamo acceso le sigarette con i fulmini. Poi ci siamo rincorsi lungo i viali trafficati come nei film melodrammatici di merda. Mi ha detto che a Parigi non volano mosche.

[Lantis]
lunedì, 16 giugno 2008

Lantis: Posso chiederti una cosa? Perchè non posti qualcosa.. ora te ne vai, e chissà quando ti leggerò..
Morgana: Davvero ti manca leggermi?
Lantis: Si. Dai, posta.
Morgana: Ok.
Lantis: (esulta) Evvivaaa!! Già fatto??
Morgana: Un attimo! Dammi il tempo di digitare.
Sapessi quanto manca a me, leggerti. Brutto testone. Hai smesso di scrivere. Il collare che tieni al polso è la cosa più dolce del mondo. Ogni tanto lo guardo, mentre parli.

[Portami a bere dalle pozzanghere]
domenica, 15 giugno 2008
"e non avere mai le mani fredde e proteggimi dai lacrimogeni Ho appena scoperto che i fichi d'india in inglese si chiamano prickly pear. Cioè pere spinose. Prickly prickly. Sembra una parola magica. Vorrei avere un cactus da chiamare Prickly. Nella cesta della biancheria sporca ho trovato una maglietta nera taglia L. Cosa ci fa lì? L'avevo lasciata nel reparto vietato l'accesso ricordipericolosi. Deve avercela messa mia madre. Deve avercela messa mia madre. Deve. Avercela. Messa. Mia madre. L'ho messa in lavatrice insieme alle Etnies di sottomarca, ai fuseaux, alle pantofole con la mela - batti i tacchi tre volte e dici: la mia casa è la cosa più bella del mondo -, alle calze verdeacido e al mio cervello. Quaranta gradi. Ciclo energico. Sapone di Marsiglia. Napisan. Presidio medico chirurgico. Café au lait. Acido solforico. Dopo due ore stendere il tutto al sole finto ben protetta da occhiali alla Ozzy provenienti dal mercato delle pulci e fatti riparare gratis nientedimenoche a Montmartre, annusare detersivo e autoconvincersi che profuma di felicità.
e non finire mai le sigarette
e le sopracciglia dai manganelli
e dallo scrosciare
delle piogge acide
portami a bere dalle pozzanghere
portami a bere dalle pozzanghere
portami a bere dalle pozzanghere"

[Il caldo dà alla testa]
sabato, 14 giugno 2008
Gioventù sadomaso Il Tao Un giorno ucciderò Clément Animali volanti
Morgana cammina sul marciapiede di via Papireto. Ad un certo punto vede un bambino grasso che corre affannato, legato da due corde a mò di briglie. Le due corde sono tenute all'estremità da un altro bambino, più magro, che vi si aggrappa lasciandosi trascinare per il marciapiede. Morgana si ferma e cerca di bloccare il passaggio, incuriosita, con l'intento di chiedere a che cacchio di gioco stanno giocando. Poi vede che il bambino magro tiene nella mano destra una frusta. Morgana sconvolta li lascia passare.
Celli: Guarda, il Tao.
Morgana: Dove?
Celli: Io vestito di bianco e tu di nero. Però mancano i pallini in testa.
Morgana: Ah già, sei rasato. Beh, mettiti il cappello nero.
Celli: (si mette il cappello nero) E il tuo pallino?
Morgana: Oh cazzo.
Celli: Mettiti un cd Verbatim in testa.
Morgana: (si mette un cd Verbatim in testa) Ecco.
Celli: Allunghiamo le gambe.
Celli e Morgana: (silenzio meditativo)
Morgana: (ridendo) Aaah è successa una cosa!
Clément: E' morta la coniglia?
Morgana: Vabeh, vado a dormire. 'Notte micio.
Micio: 'Notte fatina. Impara a volare.
Morgana: Le galline non volano. I gatti si.

[Voglio una pelle splendida]
sabato, 14 giugno 2008
Voglio un pensiero superficiale
che renda la pelle splendida
senza un finale che faccia male
con cuori sporchi e le mani lavate

[La gente è strana]
venerdì, 13 giugno 2008
Un modo alternativo per dire "non sederti quì"
Morgana si siede sugli scalini accanto all'accademia, davanti ad un negozio. Si accende una sigaretta. Esce un distinto signore dal negozio.
Distintosignore: Scusi, posso chiederle una gentilezza?
Morgana: Prego.
Distintosignore: Vede questo negozio? Io lavoro quì da molto tempo, è un negozio di arredamento di prestigio, sa, e ogni volta si ripresenta sempre la stessa cosa, io sto subendo, non vorrei che lei si offendesse, io le sto parlando gentilmente, ma vede, io sto subendo, ed è frustrante essere nella mia posizione..
Collegamorgano: Ciao Morgana!
Morgana: Ehilà! Come te la passi?
Collegamorgano: Insomma, sto seguendo la lezione di..
Distintosignore: Scusate se vi interrompo, ma stavo chiedendo una cortesia alla signorina. Come le stavo dicendo, io lavoro quì da molti anni, e ogni volta si ripresenta sempre la stessa storia. Non si offenda, signorina, io le sto parlando nel modo più gentile possibile e (continua a menarla per un bel pò parlando del suo lavoro)
Morgana: Ok, ma qual'è il problema?
Distintosignore: (si altera) Ecco, vede, è lei che sta dicendo che è un problema. Io non ho pronunciato la parola problema. Io le ho solo chiesto gentilmente di farmi una cortesia. Se poi lei lo fa diventare un problema allora..
Morgana: (finisce la sigaretta) Le dispiacerebbe essere più sintetico? (butta la cicca per terra)
Distintosignore: Ecco, si rende conto di cosa ha appena fatto? Voi non siete artisti? (guarda il collega morgano) Non vi hanno insegnato che l'ambiente si rispetta? Si rende conto che io sto subendo? Si rende conto che ogni giorno io mi ritrovo a pulire gli scalini da caffè, sigarette, carta? Le sembra un comportamento corretto? Mi risponda! Le sembra un comportamento corretto?
Cellularemorgano: Driiin driin!!
Morgana: Pronto, mamma!
Distintosignore: Io ti prego in ginocchio. (si inginocchia davanti al collega morgano) Ti prego! Non farmi più subire. Spargi la voce. Dillo a tutti che smettano di rovinare il mio lavoro!!
Collegamorgano: O_o
Mammamorgana: Che fai?
Morgana: Ma niente, sto parlando con uno psicopatico.
Distintosignore: (si inginocchia davanti a Morgana protendendo le mani giunte) Ti prego!!
Mammamorgana: (ride) Hai mangiato?
Morgana: Si.
Mammamorgana: Che cosa?
Distintosignore: (urla) Vi prego!!!
(la commessa del negozio esce preoccupata)
Morgana: (prende per un braccio il collega) Un panino.
Mammamorgana: (sospira) Sempre panini.
Morgana: (trascina il collega lontano dal distinto signore) Già.
Mammamorgana: Ciao.
Morgana: Ciao.

[Sms notturni]
venerdì, 13 giugno 2008
Lantis: Piove sull'oceano?
Morgana: Diluvia.
Lantis: Quì uragano.

[Sergio]
giovedì, 12 giugno 2008
madonne anoressiche appese alle pareti e fiori verdeacido appassiti. credo che provengano dalla luna. vorrei viverci all'interno, proprio sotto la corolla. vorrei formare costellazioni brillanti di fiori lunari. dovresti smetterla di schiacciare le ali alle falene contro alle pareti. vorrei trasformarti in una farfalla notturna e con le dita pressare le tue ali fragili. sollevarti con la punta delle unghia così, per farti capire cosa si prova. l'empatia è un'utopia.

elucubrazioni
"Per me il presente è l'eternità e
l'eternità è sempre in movimento, scorre, si dissolve. Questo attimo è vita.
E quando passa, muore. Ma non si può ricominciare a ogni nuovo attimo, ci si
deve basare su quelli già morti. E' un po' come le sabbie mobili… senza
scampo sin dall'inizio. Un racconto, un quadro possono far rivivere un poco
la sensazione, ma mai abbastanza. Niente è reale, eccetto il presente, e io
mi sento già soffocare sotto il peso dei secoli. Un centinaio di anni fa una
ragazza ha vissuto come vivo io. Poi è morta. Io sono il presente, ma so che
anch'io me ne andrò. L'istante sublime, la fiamma che consuma arriva e
subito scompare: sabbie mobili, sempre. E io non voglio morire" Diari, S. P.
"Un cuore artificiale io vorrei, nessun suono. Non questo pianoforte pieno
di violini, non questo slancio che nasconde sotto ali così immense, non quei
sogni, nessun suono. [...] Dai prova a ferirmi, io non sento, non ci sono,
sempre altrove, sempre forte, invulnerabile, magnifica. Dai prova a ferirmi,
colpisci con potenza, fammi fuori, urlami qualcosa di terribile, sbranami,
dai sbranami, io non sento, non ci sono, sempre altrove, sempre forte,
invulnerabile, magnifica." Requiem, I.S.
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La foto di testata, quella in bianco e nero, mi è stata scattata da Daniele.
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