



[Palermo brucia]
sabato, 26 luglio 2008

Incendiamo zollette di zucchero imbevute d'assenzio. Siamo maldestri dei della notte con gli Ancient in endovena a volumi improponibili. Brindiamo imitando Rimbaud e sognamo oppio davanti a case vuote e notti troppo spente per pensare. Palermo brucia. I bambini rubano portafogli. Gli uomini in giacca e cravatta chiedono gentilmente il pizzo. Puoi toccare lo smog con le dita. Il sindaco prende provvedimenti futili al solo scopo di scroccarci altri soldi. Le auto tagliano la strada da sinistra a tutta velocità. Alla Magione i rosticceri picchiano i cani col bastone. I colpi che infliggono rintuonano forte. I guaiti dei cani. La gente sta in silenzio perchè, se protesti, una coalizione di rosticceri verrà a picchiarti.
Il sole splende. Le spiagge sono ricoperte da catapecchie azzurre. Devi pagarne il carissimo affitto per poter stare in spiaggia. Ma che importa se costa quanto due stipendi, chi di voi non ha sempre sognato una catapecchia piena di tarme e scheggie, ampia un metro quadrato, in riva al mare? La spiaggia libera è ridotta ormai ad un francobollo. L'acqua è stupenda. Verde bottiglia, lipposa come olio abbronzante. Chiazze di alghe galleggiano accanto a bicchieri di plastica e ad assorbenti usati.
La mia amica lavora tutto il giorno tutti i giorni, domeniche comprese, per uno stipendio di 475 euro al mese. Le dico che la stanno sfruttando. Lei mi risponde che lo sa. Le propongo di vendere lasagne alla Magione a un euro e cinquanta. Lei mi risponde: il D***** ci ha già provato. Li hanno ammazzati a legnate. Io le dico: allora prima chiediamo il permesso ai malacarne della zona, non avranno il coraggio di dire di no a due ragazzine. Lei mi risponde: le ragazze in quella zona hanno un altro ruolo. Mi ripete: Morgana, lascia perdere.
Intanto negli ospedali i malati muoiono, mentre i medici si rigirano i pollici compiacendosi della sporcizia che regna sovrana. Una volta in tv c'era un medico che si pavoneggiava per l'ottimo funzionamento della sanità in Italia. Vieni ad ammalarti a Palermo, coglione. Se un giorno dovessi ammalarmi gravemente, faccio prima a suicidarmi. Almeno mi risparmio la visione degli scarafaggi. I politici usano le proprie energie per comprare ville e convivere con la malavita piuttosto che per rendere questo posto più vivibile.
Palermo brucia. Noi ci limitiamo ad incendiare zollette di zucchero imbevute d'assenzio, parlando nei salotti di quanto il sud sia rivoltante. Bisogna che tutto cambi perchè tutto resti com'è. Ho tanta voglia di strangolare il principe di Salina. Go straight to hell boys.

[I-doser]
lunedì, 14 luglio 2008
I-DOSER
"Che la musica entri nell’animo lo diceva già Platone più di duemila anni fa. Ma che le onde sonore spacciate on line riproducano gli effetti di cocaina, extasy, eroina, Lsd e marijuana è roba da maniaci del computer del terzo millennio. Trecento anni dopo le sonate di Mozart che sedavano le crisi epilettiche, i cybernauti si sono inventati le iDoser: bastano un pc, una connessione a internet e un paio di cuffie e la dose è pronta da consumare «sdraiati nel letto e possibilmente al buio», raccomanda il principale sito-pusher. [...] Il sistema funziona sulla base dei cosiddetti «battiti binaurali», sperimentati sul cervello negli anni Settanta dal medico newyorchese Gerald Oster. Spiega il professor Ferdinando Rossi, ordinario di Neurologia a Torino: «Vengono applicate alle orecchie frequenze diverse tra loro: la differenza crea una stimolazione nel cervello, tanto più forte quando più intense sono le onde. Le frequenze cerebrali vanno da 1 a 4 hertz per il livello Delta, quello del sonno profondo, ai 30 dello stato vigile, che corrisponde alla frequenza Beta». Le iDoser vengono sparate in un orecchio a 500 hertz, nell’altro a 510. Sono i dieci della differenza a provocare lo «sballo»." (segue su www.lastampa.it)
A me sembra una truffa per far soldi. In ogni caso, sto scaricando l'eroina, la mariuana e l'lsd. Su Emule la trovate gratis. Non si sa mai, magari funziona.
Aggiornamento del 15 luglio 2008
Sono stata per mezzora sdraiata al buio con l'I-doser della mariuana sparato a tutto volume nelle orecchie. Non contenta, ho passato un'altra mezzora in compagnia dell'I-doser dell'LSD. Dopo essermi sfracellata le palle e i timpani per un'ora di fila ascoltando rumori fastidiosi, posso affermare con assoluta certezza che l'I-doser non funziona. E' una bufala. Non ho avuto il coraggio di provare quello dell'eroina: un'altra mezzora di noia proprio no, dio mio. E io che pensavo che "La Stampa" fosse un giornale autorevole. E io che ho cominciato con la mariuana perchè avevo dubbi sulla sua efficacia. Mica voglio diventare eroinomane, mi sono detta. Cogliona, cogliona e cogliona. Sono così amareggiata che ho deciso di sfruttare la bufala a mio favore. Farò un sito di distribuzione gratuita di I-doser allo scopo di farmi conoscere come web designer da poveri fessi come me. Tiè.
Aggiornamento del 16 luglio 2008
Ragazzi, ehm, mi rimangio quanto scritto sopra. Mi ha fatto effetto in ritardo. Da ieri ad ora sono stordita. Ieri notte avvertivo un torpore nella parte superiore e posteriore della testa, come se quella parte fosse anestetizzata. E avevo un dolore sulla tempia sinistra, come di "scossa elettrica". Adesso il dolore sulla tempia è passato, ma il torpore nella parte alta della testa c'è ancora. Non è mal di testa, è TORPORE, stordimento. E dato che in questi giorni non ho fatto niente di diverso dal solito, non so a cosa attribuirlo se non all'I-doser. Altro che sballo o risate isteriche. Provo solo fastidio. Spero che passi in fretta.

[Test idiota]
domenica, 13 luglio 2008
Test di affinità mentale
C L I C K*C L I C K*C L I C K
Rispondi sinceramente alle domande in base alla TUA concezione del mondo e scopri quanto sei affine alla sottoscritta! I risultati vanno da 100 a 10.
100 = Mon dieu! Un clone morgano!
10 = Sparisci. Se mai diventerò un serial killer, saresti una mia potenziale vittima.

[Sette anni]
venerdì, 11 luglio 2008
Il mio migliore amico si chiama Merlino, di cognome. Neanche a farlo apposta. E' stato una specie di colpo di fulmine. Al liceo l'ho riconosciuto senza nemmeno conoscerlo. Come fanno i gatti. Avete mai notato che i branchi di gatti randagi si dividono in gatti colorati e gatti neri? Siamo chiaramente della stessa razza, ho pensato. Avevamo mille cicatrici quando abbiamo iniziato a parlare, sette anni fa. Fu il giorno seguente di un San Valentino triste. Da quella volta non ci siamo più separati. Si è sorbito tutte le mie lagne, poverino. Sette lunghi anni di lamentele morgane. Cacchio, deve aver rotto qualche specchio. Ha conosciuto la Morgana depressa e quella euforica. Ho conosciuto il Merlino bambino e quello adulto. Ha conosciuto la Morgana sociofobica e quella espansiva che balla in mezzo alla strada. Ho conosciuto il Merlino autolesionista e quello salutista. Ha conosciuto la Morgana innamorata e quella che si impegna a diventare lesbica pur di non avere più a che fare con gli uomini. Ho conosciuto il Merlino ribelle che voleva fare il cantante e quello che si accontenta di lavori del cazzo pur di aiutare la sua famiglia. Mi ha vista piangere solo una volta. L'ho visto piangere solo una volta. Siamo perfettamente opposti ma in qualche modo simili. Non abbiamo mai litigato. Un giorno ci sposeremo e costringeremo i nostri reciproci sposi ad andare a vivere tutti e quattro in Transilvania in un castello d'argento. Poi faremo una scommessa su chi divorzia per primo. Vincerà lui, divorzierò e piangerò per i tradimenti di mio marito. Allora Merlino mi ricorderà la scommessa, e io riderò e dovrò cedergli i miei occhiali preferiti alla Ozzy. Succederanno tante cose ma noi, noi saremo per sempre una coppia di utopici imbecilli in simbiosi perfetta. In queste foto stiamo sfottendo gli emo.
"Quando strattonavamo il mare
dove andavamo a farci male
quando strangolavamo il mare
dove andavamo a farci male"

[Gli squilibrati esami morgani]
giovedì, 10 luglio 2008
L'esame Il professore decide i voti
Professore: Alòmia.
Professore: (dopo un pò) Alòmia!! Alòmia!!
Marco: Morgana? Tocca a te.
Morgana: (salta fuori da dietro l'angolo) Alomìa! Eccomi, eccomi! (si siede per fare l'esame, fruga nella borsa) Questo è il libretto e questo è il cd! ^_^
Professore: (la guarda in silenzio)
Morgana: ^_^
Professore: (la guarda in silenzio)
Morgana: Ah, ma certo. Come fa a guardare il cd senza computer? (si gira verso gli studenti) Qualcuno potrebbe prestarmi un computer?
Professore: Ragazzi.. avete bevuto? -_-"
Studenti: (dietro l'angolo fumano canne)
Morgana: (zompetta da uno studente all'altro alla ricerca di un computer)
Marco: Morgà, perchè non ti sei portata il pc?
Morgana: Come potevo immaginare che avremmo fatto l'esame di grafica in mezzo alla natura? (indica le piante)
Marco: Eh, dovevi prevederlo. Nell'aula dei pc il professore sente caldo..
Morgana: (da lontano lo fissa agitando le mani come i pinguini di Madagascar) Sii clementeee.. sii clementeee.. sii clementeee...
Marco: Morgà, che stai facendo?
Morgana: Lo sto ipnotizzando. (continua a fissarlo) Sii clementee.. sii clementeee..
Professore: (si gira verso Morgana)
Morgana: (si immobilizza)
Professore: Ragazzi, vi allontatate per favore?
L'entusiasmo per l'inglese
Lantis: Viva l'esame di inglese! Non so niente! Yuhuuu! Nemmeno in che aula è! Yuhuuu!
Morgana: Nemmeno io! Yuhuuu!
Lantis: Yeee! A limite rifiutiamo il voto! Yeee!
Morgana: Ma a che ora è l'esame?
Lantis: Boh.
Morgana: Siamo nella cacca.
Lantis: E se domani il prof entrasse in aula con i codini biondi e una gonnellina cantando "Baby one more time"? Mi porto la digitale per sicurezza.

[Una vertebra lombare fratturata]
mercoledì, 09 luglio 2008
Ho un amico con i dreadlocks. Si chiama Gino e fa il professore di scultura. Una notte si è rotto la schiena. Un incidente con la vespa. Gli infermieri e tutto il resto. Risultato: una vertebra lombare fratturata. All'ospedale civico non lo volevano. Non è compito nostro accudirlo, dicevano. Lo hanno dimesso dopo due giorni in modo sgarbato. Gino non ha famiglia, non ha nulla. Così immobilizzato a letto ha deciso di trasformare la sua casa in un centro sociale. I suoi amici fanno statue d'argilla e nel frattempo gli portano il pranzo. Le patatine. La birra. Gli preparano la pasta col pesto. Gino si accorge che sto entrando dal rumore dei campanellini che ho appeso al portachiavi. Quando li sente si copre col lenzuolo e pensa: sta arrivando Morgana e la colazione.

elucubrazioni
"Per me il presente è l'eternità e
l'eternità è sempre in movimento, scorre, si dissolve. Questo attimo è vita.
E quando passa, muore. Ma non si può ricominciare a ogni nuovo attimo, ci si
deve basare su quelli già morti. E' un po' come le sabbie mobili… senza
scampo sin dall'inizio. Un racconto, un quadro possono far rivivere un poco
la sensazione, ma mai abbastanza. Niente è reale, eccetto il presente, e io
mi sento già soffocare sotto il peso dei secoli. Un centinaio di anni fa una
ragazza ha vissuto come vivo io. Poi è morta. Io sono il presente, ma so che
anch'io me ne andrò. L'istante sublime, la fiamma che consuma arriva e
subito scompare: sabbie mobili, sempre. E io non voglio morire" Diari, S. P.
"Un cuore artificiale io vorrei, nessun suono. Non questo pianoforte pieno
di violini, non questo slancio che nasconde sotto ali così immense, non quei
sogni, nessun suono. [...] Dai prova a ferirmi, io non sento, non ci sono,
sempre altrove, sempre forte, invulnerabile, magnifica. Dai prova a ferirmi,
colpisci con potenza, fammi fuori, urlami qualcosa di terribile, sbranami,
dai sbranami, io non sento, non ci sono, sempre altrove, sempre forte,
invulnerabile, magnifica." Requiem, I.S.
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Grafica: me
La foto di testata, quella in bianco e nero, mi è stata scattata da Daniele.
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