



[Ieri]
martedì, 30 settembre 2008
Ho una paura fottuta. Ieri sera un mio amico mi ha fatto uno stupido gioco di prestigio con un palloncino bianco. In quel momento mi sono resa conto di quanto in realtà non fossi adatta al mio corpo ventiduenne. Di quanto questo stupido corpo stia invecchiando, mentre la mente resta ferma a paure immotivate, giocattoli, mandorli camuffati da querce, animali, fiabe, principi azzurri, amiche del cuore, diari, penne profumate. Volevo un unicorno bianco di peluche. 
Luci rosafluo. Ciaula riscopre la luna sulla vetrina di un Hard Discount. Stanotte ho sognato di nuovo quella dannata casa piena di ragni. Stanotte ho sognato improbabili incesti. Tutte quelle taccole. Immaginavo fossero corvi. Mi sembravano animali più poetici, i corvi. I mandorli invece, nella mia mente, erano nordiche querce. Detestavo i fichi d'india e i campi gialli e le zolle di terra argillosa e quegli stupidi cappelli che indossavano gli uomini. Coppole. Mi sapevano di commedia scadente. Volevo che la mia vita fosse una fiaba della Walt Disney con i boschi e tutto il resto. Mai vista una fiaba ambientata in Sicilia. Oggi camminavo per strada calpestando rifiuti e ho pensato che anche Palermo mi sta disgustando, con quella puzza di pesce avariato e di spazzatura. C'è una canzone dei Famelika che parla di un Pierrot che per sbaglio finisce al Ballarò. Povero Pierrot, diceva il cantante.
Vorrei togliermi di dosso tutto questo. Io non sono fatta per certe cose. Non avete capito niente.
Io sono Ciaula.
Io sono orrenda.
Io vedo la luna dappertutto.

[Tu sei]
lunedì, 29 settembre 2008
Tu sei Whenever I'm alone with you
una canzone dei Cure
You make me feel like I am whole again
However far away
However long I stay
Whatever words I say

[La parete dell'amore]
venerdì, 19 settembre 2008
Ed eravamo tutti lì a raccontarci storie fissando il soffitto, quasi potessimo vederci le stelle cadenti. Luilei, e io in mezzo, quasi fossi una improbabile coetanea figlia adottiva innamorata di platonico amore. Fissando il firmamento immaginario capii che niente sarebbe stato più come prima tra noi. Inevitabilmente la vita va avanti e i sentimenti mutano.
Ballammo canzoni dei Cure in memoria dei vecchi tempi ed Eos cantò una canzone che parlava di un volo sull'arcobaleno. Sfogliavo un libro sul Feng Shui e spiegavo loro che secondo la suddetta orientale disciplina ogni ambiente poteva essere suddiviso in settori, e a seconda di come organizzavi quei rettangoli di stanza, la tua vita ne sarebbe stata influenzata. Indicai il settore della salute, quello della creatività, quello del lavoro. Indicai quello dell'amore. Mi resi conto che era l'unica parete completamente vuota. Ecco perchè la mia vita sentimentale è un disastro, dissi ridendo.
Disegnammo tutti insieme qualcosa di incoerente fatto di strani insetti e fiori, e lo attaccammo sulla parete dell'amore. Pochi giorni dopo Eos mi mostrò un foglio dove aveva disegnato il mio nome con i pastelli, con un sole al posto della o, e dei brillantini che mi ricordarono il firmamento immaginario che stavamo fissando quella sera. E' per la tua parete dell'amore, mi disse. Lo appesi immediatamente.

[La gente è strana]
lunedì, 15 settembre 2008
Aforismi Il disturbo psichico Il voto di castità Vecchi discorsi La parlantina I livornesi sono strani
"Celli senza Morgana è come la pasta senza cacio." Celli
"Sei assurda!! Manco i cartoni animati sono così assurdi!!" Celli
Merlocousin: Tu hai qualcosa che non va.
Morgana: Lo so ^_^
Merlocousin: E quindi? Non è che perchè lo sai adesso siamo tutti più tranquilli. Vai a farti controllare, no?
Morgana: Ho fatto voto di castità.
Lantis: Perchè?
Morgana: Gli uomini sono mentalmente inferiori.
Lantis: Ma mica bisogna essere intelligenti per far sesso.
Morgana: Ma io non sono fatta per queste cose, da una botta e via. Io sono troppo mentale. Non ci riesco, davvero. E poi sono troppo stupidi anche per fare gli uomini oggetto.
Lantis: Certo, perchè tra una galoppata e l'altra è necessario recitare a memoria Baudelaire.
Morgana: Tu non mi prendi sul serio!
Mimas: Ma Clément l'ha mollata la bionda?
Morgana: Non ancora.
Mimas: Ma lo farà?
Morgana: Certo.
Mimas: Ma lo sai perchè te l'ha detto lui o perchè stai gufando?
Morgana: Sto gufando -_-"
Mimas: Speriamo scopra sia un uomo.
Morgana: Temo che sia una donna. L'avrebbe già scoperto.
Mimas: Mah, sai, alle volte..
Fra: Morgana.. Scusa la domanda. Ma sei contenta di sentirci o ti sei calata qualcosa?
Morgana: Perchè?
Fra: Parli a raffica!!!
Morgana: Uhm. Sarà che sono contenta di sentirvi, o saranno le due caffettiere che mi sono scolata oggi. Ho scoperto questa nuova droga: il caffè. Ne bevi una caffettiera e diventi pazza. Ne bevi un'altra e non capisci più niente.
Fra: Non ti preoccupare, nessuno noterà mai la differenza!
Morgana: Una Beamish! ^_^
Cassiera: Cinque euro! ^_^
Morgana: -_-" (paga) (va al bancone con lo scontrino) Una Beamish! ^_^
Barista: Mi dispiace, quì non abbiamo Guinness ^_^
Morgana: Una Beamish! Beamish! (indica il poster della Beamish)
Barista: Si, ma le ho detto che quì non abbiamo Guinness ^_^
Morgana: B-E-A-M-I-S-H!! O_o B, Bologna! Beamish!
Barista: Guarda, abbiamo questa birra scura se vuoi (indica una strana marca di birra scura), ma la Guinness purtroppo non c'è.
Morgana: BEAMISH!! (indica il poster della Beamish) O_o glielo scrivo?
Barista: Ma non ne abbiamo Guinness..
Morgana: Guardi, mi dia quello che le pare basta che la facciamo finita -_-"
Barista: ^_^ (le propina una birra scura di marca impronunciabile)
Morgana: (torna al tavolo allibita)
Zel: Buona, la Beamish?
Morgana: -_-"

[Anestetizzare la vertigine]
domenica, 14 settembre 2008
"La mente vuole Stava appoggiato alla ringhiera, lo stregatto. In quella Wonderland postmoderna Alice accendeva una sigaretta dopo l'altra e parlava di cosa mangiare a cena, della gonna che voleva cucirsi, degli anfibi che fanno male ai piedi finchè non li consumi, dello sconto che ti fanno agli Uffizi se presenti il libretto universitario. All'improvviso - così, dal niente - lo stregatto le rivolse uno dei suoi sorrisi luminosi. Sei così allegra, le disse. Alice capì che qualcosa stava mutando all'interno del proprio muscolo cardiaco. Aveva smesso di percepire quella voragine interna - il vuoto che prima di addormentarsi la assaliva puntuale - e pensò che forse, forse esisteva davvero la possibilità di anestetizzare la vertigine, anche per quelli come loro che vivono come le stelle in un mondo buio e lontano. E così avvenne. Il mostro del rimpianto si addormentò, Alice potè finalmente dormire senza incubi e vissero tutti felici e contenti.
ma il labbro inerte
non sa dire niente
si è fatto oscuro il cielo
già ti allontani"
Banco del Mutuo Soccorso

[Firenze]
sabato, 13 settembre 2008
Firenze è il giusto equilibrio tra il freddo del nord e il caos del sud. Strade strette. Arte in ogni angolo. Tavolini color pastello. Biciclette a pois. Qualcuno disegna madonne sull'asfalto. Altri vogliono venderti un ritratto. E tutti quegli artisti di strada la fanno assomigliare ad una Montmartre italiana. Dopo qualunque viaggio sono sempre stata felice di tornare a casa e vedere l'aereoporto di Palermo e le palme e il caldo afoso e tutto il resto. Questa volta mi sono sentita male. Firenze è un mondo troppo diverso dal mio.
Una domenica ho visto uno stand con un gruppo di uomini. Indossavano cravatte verdi. Non avevo mai visto di presenza persone della Lega Nord. E' stato strano. Mi sono sentita in mezzo agli orchi cattivi delle fiabe.

[La settimana della sfiga]
lunedì, 01 settembre 2008
Questa è stata la settimana più allucinante della mia vita. Veramente. Credo di esser diventata il capro espiatorio di qualche demone celeste.
Sono stata scelta come ragazza immagine per fare delle foto con auto d'epoca, a dir loro mi avrebbero pagata cento euro per stare in posa e sorridere. Peccato che arrivata lì ho scoperto che si trattava di foto erotiche e che avrei dovuto lavare la macchina seminuda bagnandomi di schiuma e strusciandomi in pose da mignotta.
Ho passato una giornata a piangere fissando il mare perchè un mio amico era sparito al largo per quattro ore, e dopo aver mobilitato bagnini, carabinieri e guardia costiera, quello stronzo torna tutto contento e sorridente dicendo "Ma ve l'avevo detto che ero andato a farmi una nuotata!".
Sono stata abbandonata di sera al mare, da sola, perchè il suddetto nuotatore della minchia ha scoperto che gli avevano portato via la macchina e ha pensato bene di sparire, dimenticandosi della povera Morgana che, sola e impaurita, si è rifugiata in un bar sperando che nessuno la violentasse.
Credete che sia finita quì? Dopo essere scivolata sulla cera sciolta, aver rotto la doccia, aver salvato il pc che stava volando a terra facendo scudo col proprio corpo e sbattendo la schiena sul pavimento, esser ruzzolata giù dagli scalini due volte, aver perso la carta d'identità, aver beccato l'unica sedia scassata del locale ed esser caduta a gambe all'aria con tutta la sedia giù per gli scalini del Wiskey and Drink, aver smagnetizzato la postepay, essermi ustionata la gamba accidentalmente con la sigaretta di un mio amico, contusa, depressa e dolorante ho potuto affermare con certezza che la settimana appena passata è stata la settimana della sfiga.
Tutto questo in una sola settimana. Rendiamoci conto.
Cazzo, sono riuscita a sopravvivere.

[Il cervello, questo sconosciuto]
lunedì, 01 settembre 2008
Morgana: Ricorda. tu governi i tuoi pensieri, dunque tu comandi le tue azioni.
Fabri: Non mi parlare da psicologa. Lo sai benissimo come sono e che non riesco a cambiare.
Morgana: Cerco solo di smuoverti. In realtà ti capisco perfettamente. Sono la prima ad avere certi problemi. Però a forza di autocostringermi a non fare cazzate e farmi le prediche da sola, piano piano il mio cervello mi ubbidisce un pò di più. Anche perchè, se rompe le palle, lo imbottisco di sedativi, lo stronzo, quindi si sente minacciato. Mi viene in mente quel povero cristo di Tommaso. Prima che lo mollassi mi ha detto: sei la prima persona a cui sento dire che lei e il suo cervello sono due cose separate.
Fabri: Ah, si, me lo diceva anche una mia amica di Milano, che parlo del mio cervello in terza persona. Come se volessi giustificarmi. Tipo: è colpa del mio cervello, cazzo vuoi da me.
Morgana: Non è normale, eh.
Fabri: Ok, lo ammetto, lo porto un pò io a pensare così. Ci diamo una mano a vicenda.
Morgana: Perchè il tuo cervello non sei tu. E' un altro.
Fabri: Esatto.
Morgana: E' un piccolo troll insinuato all'interno del cranio che vive di vita propria e ci costringe a deprimerci.
Fabri: Ecco. Ho sempre odiato i troll.

[Settemilaleghe]
lunedì, 01 settembre 2008
L'accento meridionale mi sta trapanando il cranio. Immotivata intolleranza. Misantropia cronica. Mi sciacquo la bocca col colluttorio ogni giorno. Il tuo sguardo bovino inizia a darmi fastidio. Quoziente intellettivo settemilaleghe sottozero. La volgarità latente mi nausea. Mi fissi chiedendoti quale sarà il momento buono per provarci. Siete marionette intagliate dallo stesso falegname. Vomiterei powerade blu sui tuoi occhi languidi. Ho la sensazione che qualcosa non vada. D'altronde è feroce settembre. Bisognerà anestetizzarmi maggiormente. Sono destinata a restare un cartone animato triste.

elucubrazioni
"Per me il presente è l'eternità e
l'eternità è sempre in movimento, scorre, si dissolve. Questo attimo è vita.
E quando passa, muore. Ma non si può ricominciare a ogni nuovo attimo, ci si
deve basare su quelli già morti. E' un po' come le sabbie mobili… senza
scampo sin dall'inizio. Un racconto, un quadro possono far rivivere un poco
la sensazione, ma mai abbastanza. Niente è reale, eccetto il presente, e io
mi sento già soffocare sotto il peso dei secoli. Un centinaio di anni fa una
ragazza ha vissuto come vivo io. Poi è morta. Io sono il presente, ma so che
anch'io me ne andrò. L'istante sublime, la fiamma che consuma arriva e
subito scompare: sabbie mobili, sempre. E io non voglio morire" Diari, S. P.
"Un cuore artificiale io vorrei, nessun suono. Non questo pianoforte pieno
di violini, non questo slancio che nasconde sotto ali così immense, non quei
sogni, nessun suono. [...] Dai prova a ferirmi, io non sento, non ci sono,
sempre altrove, sempre forte, invulnerabile, magnifica. Dai prova a ferirmi,
colpisci con potenza, fammi fuori, urlami qualcosa di terribile, sbranami,
dai sbranami, io non sento, non ci sono, sempre altrove, sempre forte,
invulnerabile, magnifica." Requiem, I.S.
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Grafica: me
La foto di testata, quella in bianco e nero, mi è stata scattata da Daniele.
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