

nuotando nell'aria
"Ad essere sincera non ne sono così
sicura. Di esistere intendo. Mi sembra di vedere le cose a tinte pastello."
A.
Nome // Morgana
Specie // Misantropa
Età // 22
elucubrazioni
"Un cuore artificiale io vorrei,
nessun suono. Non questo pianoforte pieno di violini, non questo slancio che
nasconde sotto ali così immense, non quei sogni, nessun suono. [...] Dai
prova a ferirmi, io non sento, non ci sono, sempre altrove, sempre forte,
invulnerabile, magnifica. Dai prova a ferirmi, colpisci con potenza, fammi
fuori, urlami qualcosa di terribile, sbranami, dai sbranami, io non sento,
non ci sono, sempre altrove, sempre forte, invulnerabile, magnifica."
I.S.
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Nicolò: (mette i Cure) Sto facendo da dj ad un cartone animato svampito con i capelli viola.
Morgana: Davvero? Ma che cartone animato è?
Nicolò: Ecco. Svampito.
Morgana: Ah, ti riferivi a me XD

I pomeriggi col tavolo pieno di fogli e i colori a tempera. Nicolò che prova gli accordi della chitarra progettando nuovi concerti. Sofia disegna muscoli facciali. Irene costruisce edifici virtuali. E spengo la musica per ascoltarli cantare. E spengo la musica per ascoltarli cantare. E il caffè della macchinetta. E le confidenze mentre laviamo i piatti. Costruisco un Robert Smith di cernit da mettermi al capezzale. Mentre gli modello le braccia Nicolò mi dice che vorrebbe un Jack Skeleton fatto così. Io gli dico che dovremmo fare un video per commemorare la morte malinconica del bambino ostrica. Lui prova gli accordi per la colonna sonora. Spengo la musica per ascoltarlo suonare.
Almeno una volta nella vita bisogna provare cosa significa vivere in una casa d'arte. Ve lo consiglio vivamente.
Alcuni mesi fa io e Lantis ci eravamo giurati che se entro quest'anno io non mi fossi fatta i capelli viola e lui non si fosse fatto crescere i capelli, saremmo morti. Il trentuno dicembre uno di noi due morirà.

Mi sembra di avere un'esistenza di colore diverso. Oggi ho fatto il bagno. L'acqua è diventata fucsia. Ero immersa in fucsia chimico e bagnoschiuma. Una sensazione fantastica. Nella mia prossima vita voglio i capelli fucsia. Adesso mi sembra di essere esteticamente me stessa. Adesso sono del tutto un cartone animato impazzito.
[I miei pixel]Accarezzare lo schermo è
insostenibile
lasensazionechequalchecosanonvada
"E proteggimi dai lacrimogeni
e dalle canzoni inutili
e proteggimi le sopracciglia dai manganelli
e dallo scrosciare delle piogge acide"
Pixel, megapixel. Corse dietro agli autobus. E le manifestazioni che nessuno ascolterà. E i malacarne mi guardano il culo vomitandomi addosso frasi oscene. Io vi odio. Voi e le vostre facce deformi. Quasi peggio delle vecchiette luttuose dagli occhi sgranati esperte in biografie e uncinetto. La mia coinquilina si stringe al petto la borsetta mentre motorini truccati le vengono addosso. E ci facciamo grasse risate nel nostro salotto. Sui rospi che nessuna principessa bacerà mai. Pregando che non ci succeda mai niente di grave, niente
di grave
sognando gente in giacca e cravatta
con la ventiquattrore e i documenti
e signore con il cane
e autobus profumati
di Chanel numerocinque
Mi riempio gli occhi di pixel
beviamo sigarette psicanalizzandoci con grazia
prepariamo sfoglie e crépes
einquestacazzoditastieramancal'accentogiusto
e i Noir Désir e tutto il resto
i sistemi nervosi degli elettrodomestici
vivo nel passato e nel futuro
è per questo che il mio presente fa cagare
indubbiamente
A tavola sento black metal dalla finestra
e prendo la borsa
perchè Merlino è arrivato
chi altro può essere altrimenti
e andiamo nel solito pub
evitando i parcheggiatori abusivi
per alienarci nella dark wave
mentre il camion della spazzatura blocca la strada.
Farò rifare l'asfalto
per quando tornerai
- Mi si è rotta un'unghia.
- Il mio attuale padrone di casa è emo.
- Ho constatato che il 90% degli uomini non riesce a capire la differenza tra passata di pomodoro e sugo.
- Possiedo finalmente un armadio. Il che è fonte di grande gioia, nonostante a volte senta la mancanza dei vestiti appesi al muro.
- Alla radio un ente dello sviluppo del sud continua ripetutamente a vantarsi del fatto che la percentuale delle famiglie del sud Italia che possiede la connessione ad Internet negli ultimi anni è salita dall'11% al 37%. Questo significa che il 72% dei meridionali non ha attualmente accesso ad internet? Vantiamocene.
- Le mie coinquiline sono più svitate di me.
- Il mio nuovo letto è ad una piazza. Per cui, avendo usufruito per anni di enormi materassi da una piazza e mezzo/due piazze, nel sonno continuo a sbattere ripetutamente il ginocchio contro il muro. Sarà dura convincere il mio inconscio che non potrò più dormire in posizione stella marina.

Era lì, in fondo alla stanza. Bianco, androgino, perfetto. La professoressa si affannava a spiegare i dettagli dei quadri circostanti. La luce, ragazzi, prestate attenzione alla luce, diceva. Questa rievocazione storica della città greca è incredibilmente moderna, diceva. L'illuminazione del paesaggio è frutto di accurati studi dal vero, diceva. Gli studenti osservavano il quadro alla ricerca di osservazioni intelligenti da esprimere ad alta voce. Lanciavo occhiate furtive a quell'uomo che nessun altro aveva notato. Aveva la bocca schiusa e la vita strettissima, la testa piegata all'indietro. Era Marco intrappolato nel marmo. Il pallore della carne. Ebbi voglia di toccarlo. Davanti a lui c'erano altre statue. Uomini di bronzo dell'Inferno di Dante si contorcevano in una virile lotta. Mi apparvero così volgari in confronto alla sua grazia. Rimasi a fissarlo immaginando che d'un tratto si animasse. Lui si ostinò a stare immobile, con la bocca schiusa. Aprii la borsa, presi il pennarello indelebile. Gli scrissi un grosso XIII all'altezza del cuore. Posai le mani sulla sua vita sottile. Mi aspettai di vederlo piegare la testa in avanti per guardarmi in quel modo tutto suo. Invece restò immobile. Tornai alla realtà quando la professoressa decise di portarci nell'altra stanza. Non mi ero mossa, non avevo usato nessun pennarello. Guardai stupita l'insegnante passare accanto all'uomo di marmo senza degnarlo di uno sguardo. Forse non lo riteneva artisticamente interessante. Gli studenti la seguirono. Restai sola con lui. Mi avvicinai trattenendo il fiato. Lo guardai senza toccarlo. Mi accorsi che dietro alla schiena aveva due ali enormi.
"Si può andare in Paradiso anche senza morire"
Bukowsky
