



[Forse sei]
mercoledì, 21 gennaio 2009
Forse sei un congegno
che si spegne da sè.
Oggi il mostro che vive nel mio stomaco si è svegliato e ha fatto un disastro. Era come se ci fosse un'altra persona dentro al mio corpo. Io non c'ero. Mi osservavo dall'esterno con aria perplessa. Mi vedevo vomitare a dirotto pregando che il dolore finisse. Da un angolo del soffitto cercavo di convincere la me piegata sul cesso che niente di ciò che stava provando era reale. Che era tutto nella sua testa. Che le sarebbe bastato rilassarsi ed ogni cosa sarebbe tornata al suo posto. Che la sua mente le apparteneva e quindi era proprio sciocca a credere di sdoppiarsi tra soffitto e cesso. Questo non appartenersi è da pazzi, continuavo a ripeterle. Lei non mi sentiva. Si stringeva il cuore con le mani per rallentarne i battiti. La fronte sulle piastrelle fredde. Sperai che arrivasse qualcuno in casa ad interrompere i suoi deliri. Se solo smettesse di piovere.

[Svegliami ancora]
martedì, 20 gennaio 2009
Ti conosco appena ma quando ti penso piango. Devo fare attenzione a non pensarti troppo quando sono con gli altri. Altrimenti come glielo spiego che sto piangendo per quello che succede alle spalle di una semisconosciuta? Come glielo spiego? Non capirebbero. Non capirebbero che soffro così tanto perchè io mi sento te.

[Ottundimento delle emozioni]
lunedì, 19 gennaio 2009
"E poi la vide. Sbatteva nelle pareti come una rondine entrata per sbaglio." Bevo Ammanniti assieme a tè abbondante. Considero Ammanniti una lettura d'evasione. Perchè ti inchioda alle sue storie pompando personaggi violenti e tragiche trame. Leggo durante il telegiornale. Leggo durante le preghiere di mia madre. Leggo mentre il cellulare squilla. Leggo mentre il gatto fa le fusa. Leggo per non ascoltarmi. Ed è subito sera.

[Il tè nemmeno ti piaceva]
domenica, 18 gennaio 2009
"Ho sperato fino all'ultimo che tu potessi amarmi, almeno un pò. In fondo non era faticoso. Una goccia d'acqua ogni tanto. Come si fa con le piante d'appartamento, quelle dimenticate negli angoli." O.R.
Arriva sempre il momento in cui bisogna raccogliere i pezzi sparsi e cercare di ricostruirsi in maniera non troppo scomposta. Chissà se ti manca mai il mio modo di mescolare il tè.

[Perdersi]
sabato, 10 gennaio 2009
Ho letto una serie di vecchie cose per cercare di ritrovarmi. Per capire chi ero e come sono diventata. Perchè ho la sensazione di aver smarrito qualche pezzo di me, da qualche parte. "oggi ho comprato una matita con le micromine o,5 fichissima, di metallo con l'impugnatura in gomma viola, e ho stressato i miei colleghi per tutta la mattina ripetendo "sai che ho una matita nuova? è con le micromine, di metallo e con l'impugnatura in gomma viola"" Questo l'ho scritto nel settembre del 2007 in un'email. Ecco, leggerlo mi ha sconvolta. Eppure l'ho scritto proprio io. Era anche un momento spiacevole della mia vita, perchè l'uomo che amavo si era trasferito all'estero. Dov'è che ho perso me stessa? Cosa sono diventata?

[Questo patetico piangermi addosso]
venerdì, 09 gennaio 2009
Mio caro blog chiuso, sto passando la classica fase di abbruttimento dove ti rintani in casa, smetti di mangiare, smetti di curarti e non fai altro che piangerti addosso per l'amore perduto. Come in quegli stupidi film dalla trama prevedibilissima che generalmente detesto, ma che in questo periodo guardo in continuazione. Perchè nei film d'amore tutto finisce bene, lui torna all'ultimo minuto e vissero per sempre felici e contenti. A guardarmi dall'esterno mi viene da ridere. A guardarmi dall'interno mi viene da piangere. Lasciarsi di comune accordo significa avere problemi realmente insormontabili. Quindi dovrei farmene una ragione, piantarla di frignare e chiudere il capitolo. Ma non ci riesco. Perchè mi pare surreale amarsi e non potersi amare.

[I due innamorati che non potevano amarsi]
venerdì, 09 gennaio 2009
Mi manchi
Questa è la storia incoerente di due innamorati che non potevano amarsi.
Erano amici da anni. Amavano leccarsi le ferite a vicenda. Amavano cullarsi nell'idea di essere due anime perfettamente identiche, dotate di uguali mostri interiori. Si capivano con una parola. Certe volte lui le diceva: se solo la mia ragazza riuscisse a capirmi come mi capisci tu.
Un giorno di settembre scoprirono di amarsi. Fecero follie e affrontarono draghi a due teste. Si confidarono paure terribili. Diventarono un unico universo. Decisero di vivere insieme. Lui rinunciò ai suoi sogni pur di stare con lei. Lui fece cose che non si possono raccontare, credetemi, non è possibile spiegarvi le sensazioni fortissime che la grazia di quell'uomo dalla pelle bianca riuscì a farle provare. Avreste dovuto essere dentro a quella storia per capire.
E poi il dramma. Si persero ai due estremi di un labirinto di parole. Più cercavano di spiegare il loro amore, più il labirinto si ingigantiva. Più comunicavano, più il labirinto li inghiottiva. Così provarono a restare in silenzio e a ritrovarsi al centro del labirinto senza pronunciare alcuna parola. Ma senza alcuna voce a guidarli, gli innamorati si persero definitivamente all'interno dell'enorme labirinto. Ognuno dei due, non sentendo alcuna voce, pensò che l'altro se ne fosse andato, pensò che l'altro avesse smesso di amarlo. E così restarono a vagare nel labirinto, scoraggiati, amandosi tantissimo, ma senza potersi amare.

[Pegaso è morto]
lunedì, 05 gennaio 2009

Pegaso disegnava picche affilate in piena notte. Resteranno immensi buchi neri e silenzi al posto dei suoi sguardi. E quando studierò sulla poltrona verde il fantasma dei suoi pixel passerà al mio fianco. Mi aggrapperò ad uno dei miei schermi. Immaginandolo volare soffocherò l'assenza.

[Ti ricordi]
domenica, 04 gennaio 2009
Ti ricordi quando ti ho detto
che volevo fermare il tempo
E quando in cucina mi chiedevi il significato della mia tela. Ti risposi che era una macchina del tempo, si, la mia personalissima macchina dotata di rewind. Come le vecchie audiocassette. Chissà se potrà riportarmi in quel posto con la signora logorroica che ti versava troppo caffè. E voleva propinarci ogni mattina quelle cazzo di uova sode. E le ore che passavo in bagno a farmi bella. Vorrei che.

elucubrazioni
"Per me il presente è l'eternità e
l'eternità è sempre in movimento, scorre, si dissolve. Questo attimo è vita.
E quando passa, muore. Ma non si può ricominciare a ogni nuovo attimo, ci si
deve basare su quelli già morti. E' un po' come le sabbie mobili… senza
scampo sin dall'inizio. Un racconto, un quadro possono far rivivere un poco
la sensazione, ma mai abbastanza. Niente è reale, eccetto il presente, e io
mi sento già soffocare sotto il peso dei secoli. Un centinaio di anni fa una
ragazza ha vissuto come vivo io. Poi è morta. Io sono il presente, ma so che
anch'io me ne andrò. L'istante sublime, la fiamma che consuma arriva e
subito scompare: sabbie mobili, sempre. E io non voglio morire" Diari, S. P.
"Un cuore artificiale io vorrei, nessun suono. Non questo pianoforte pieno
di violini, non questo slancio che nasconde sotto ali così immense, non quei
sogni, nessun suono. [...] Dai prova a ferirmi, io non sento, non ci sono,
sempre altrove, sempre forte, invulnerabile, magnifica. Dai prova a ferirmi,
colpisci con potenza, fammi fuori, urlami qualcosa di terribile, sbranami,
dai sbranami, io non sento, non ci sono, sempre altrove, sempre forte,
invulnerabile, magnifica." Requiem, I.S.
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La foto di testata, quella in bianco e nero, mi è stata scattata da Daniele.
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