[Pagine bianche]
domenica, 28 giugno 2009

Potere della serotonina, vieni a me. Una Sailor Moon viola tossico si aggira per strada sorridendo ai passanti. Nello stesso istante in qualche altra spaggia si è fatto l'amore uniti contro il mondo. Quaderni ad anelli dalla copertina verde acido si accumulano tra i vestiti. Chissà perchè mi ero convinta che il verde acido fosse il colore giusto. Naturalmente mi sbagliavo, quei quaderni sono rimasti vuoti. E' necessario credere, bisogna scrivere. Com'è possibile che ti sentiresti più a tuo agio a scrivere relazioni piuttosto che nel creare immagini, mi chiedi. Io non ti ho mai vista scrivere nulla, affermi. Ti sorrido e torno a dipingere maschere di pixel. Come se nulla fosse.  Verso l'ignoto attendere, ricordati Baudelaire.

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[Lantis]
sabato, 27 giugno 2009

E ti guardi bene dal tagliarmi le ali. Anche se volo dritta verso il sole. Mentre programmo l'autodistruzione tiri fuori dal mazzo il discorso degli esami per farmi distrarre. Mi spieghi per filo e per segno come ingannare i professori e convincerli che io so tutto, io so tutto. E io continuo a pensarci mentre parli, continuo a pensarci che mi lancerò verso il sole con furia. E brucerò. Com'è ovvio. E tu mi assicuri che se è quello che voglio mi prenderai per mano e mi porterai a bruciarmi, e dopo tirerai fuori una lupara degna d'un padre all'antica e sparerai a quel fottuto sole. Mi assicuri che verrai a leccarmi le ferite. E vorrei incollarmi al collare che porti al polso e restare lì per sempre. Al sicuro. Senza stelle bastarde, senza esami, senza niente. 

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[Cieli grigi]
martedì, 23 giugno 2009

A volte mi chiedo che odore abbia questa maschera di pixel in movimento. Mi sono chiesta il motivo per cui i pesci neri negli acquari se ne stavano in disparte. Mi sono chiesta il motivo per cui pochi riescono a dipingere il mare ma tutti vogliono farlo. Mi sono chiesta perchè il grillo parlante non vuole saperne di tacere. Ma si, lasciamolo parlare, questo ragionevole grillo che avverte un Pinocchio senza naso dei pericoli che corre. E' chiaro che Pinocchio, nel paese dei Balocchi, ci andrà comunque. E una mattina, svegliatosi da sogni inquieti, si accorgerà di essersi trasformato in un insetto mostruoso. E Kafka si rivolterà nella tomba per una simile bestemmia, ma poco importa.
Oggi il cielo ha deciso di diventare grigio.

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[Io so darmi degli ottimi consigli]
lunedì, 22 giugno 2009

Quando sento il desiderio irrefrenabile di fare quello che non oso fare e che magari poi farò.

E alla fine brucerò. Brucerò. Brucerò.
E alla fine brucerò. Brucerò. Brucerò.
E alla fine brucerò. Brucerò. Brucerò.
E alla fine brucerò. Brucerò. Brucerò.
E alla fine brucerò. Brucerò. Brucerò.
E alla fine brucerò. Brucerò. Brucerò.
E alla fine brucerò. Brucerò. Brucerò.
E alla fine brucerò. Brucerò. Brucerò.

Famelika, Maschere felici

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[Ombre sul soffitto]
sabato, 20 giugno 2009

Certe notti sono fatte di ombre sul soffitto. Dal silenzio fortissimo. Nessuna interferenza a disturbare il pensiero, a parte il rumore di qualche macchina ogni tanto. Ascolto degli audiolibri per tranquillizzarmi. Scelgo voci pacate, preferisco quelle maschili. Mi ricordano il suono della voce di mio padre quando mi leggeva le fiabe. A volte funziona, e mi addormento in mezzo a quel fiume di parole pronunciate con dizione impeccabile. Altre volte no. E allora spengo la voce di Sandro Veronesi e studio. Per non buttar via la mia notte del tutto. Per ammazzare il senso di colpa. E finisco di studiare un libro. E poi un altro. E poi un altro. E poi un altro ancora. No, non è vero. Stanotte ho finito solo un libro, ma finirli tutti è esattamente quello che avrei voluto fare. Assorbirli alla velocità della luce. Se la mia mente fosse iperassorbente e ingoiasse le nozioni in un lampo potrei meglio tollerare la mia instabilità emotiva. Se la mia memoria fosse funzionale per lo studio almeno un decimo di quanto lo è per i ricordi spiacevoli, potrei tollerarla con più facilità. E invece mi ritrovo con una memoria indelebile che funziona solo per ciò che non voglio ricordare, e quindi completamente inutile, e con delle notti sprecate.

La mattina presto è insopportabile. Apri la finestra e ti rendi conto che non sai proprio che fartene, di quel cielo acerbo. E così la richiudi. Tutti dormono, nessuno esiste ancora. Ingoio caffè e inizio a scrivere nel blog, che almeno quello esiste anche nelle mattine acerbe. Rileggo quello che ho scritto e noto che c'è qualcosa di diverso nel mio modo di scrivere, qualcosa di meccanico, e penso che mi fa decisamente cagare. Ma in fondo che importa. In fondo questo è solo un discorso insensato tra una che non ha chiuso occhio e il suo blog, e ha tutto il diritto di far cagare.  

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[Roghi gravidi]
mercoledì, 03 giugno 2009



"I cassonetti in fiamme fanno un odore strano.
[...] E cosa racconteremo
ai figli che non avremo
di questi cazzo di anni zero?"
Vasco Brondi

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nuotando nell'aria
"Ad essere sincera non ne sono così sicura. Di esistere intendo. Mi sembra di vedere le cose a tinte pastello." A.
"Collezionavo anni controvoglia. Erano farfalle conficcate da spilli. Chissà se un giorno riuscirò a venderli. " Revolver, I.S.

Nome // Morgana
Specie // Misantropa
Età // 23

elucubrazioni
"Per me il presente è l'eternità e l'eternità è sempre in movimento, scorre, si dissolve. Questo attimo è vita. E quando passa, muore. Ma non si può ricominciare a ogni nuovo attimo, ci si deve basare su quelli già morti. E' un po' come le sabbie mobili… senza scampo sin dall'inizio. Un racconto, un quadro possono far rivivere un poco la sensazione, ma mai abbastanza. Niente è reale, eccetto il presente, e io mi sento già soffocare sotto il peso dei secoli. Un centinaio di anni fa una ragazza ha vissuto come vivo io. Poi è morta. Io sono il presente, ma so che anch'io me ne andrò. L'istante sublime, la fiamma che consuma arriva e subito scompare: sabbie mobili, sempre. E io non voglio morire" Diari, S. P.
"Un cuore artificiale io vorrei, nessun suono. Non questo pianoforte pieno di violini, non questo slancio che nasconde sotto ali così immense, non quei sogni, nessun suono. [...] Dai prova a ferirmi, io non sento, non ci sono, sempre altrove, sempre forte, invulnerabile, magnifica. Dai prova a ferirmi, colpisci con potenza, fammi fuori, urlami qualcosa di terribile, sbranami, dai sbranami, io non sento, non ci sono, sempre altrove, sempre forte, invulnerabile, magnifica." Requiem, I.S.

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Grafica: me
La foto di testata, quella in bianco e nero, mi è stata scattata da Daniele.


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