nuotando nell'aria
"Ad essere sincera non ne sono così sicura. Di esistere intendo. Mi sembra di vedere le cose a tinte pastello." A.

Nome // Morgana
Specie // Misantropa
Età // 22

elucubrazioni
"Un cuore artificiale io vorrei, nessun suono. Non questo pianoforte pieno di violini, non questo slancio che nasconde sotto ali così immense, non quei sogni, nessun suono. [...] Dai prova a ferirmi, io non sento, non ci sono, sempre altrove, sempre forte, invulnerabile, magnifica. Dai prova a ferirmi, colpisci con potenza, fammi fuori, urlami qualcosa di terribile, sbranami, dai sbranami, io non sento, non ci sono, sempre altrove, sempre forte, invulnerabile, magnifica." I.S.

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[Lascia stare la mia bile]
domenica, 05 luglio 2009

E me la prendo con l'asfalto. Si, l'asfalto. I miei pacifici amici al fianco. Siamo due Robert Smith e una Gothic Lolita e girovaghiamo per le strade sporche. In mezzo a ragazze basse e grasse e uomini ingellati con i brillantini sul culo. Io picchio l'asfalto. Fisso i passanti sperando che qualcuno mi insulti. Per via del cespuglio viola che ho in testa e il collare sadomaso e tutto il resto. Spero che qualcuno mi insulti. Ma nessuno lo fa. Stranamente questa fottuta sera nessuno mi insulta. Probabilmente me lo leggono in faccia che sto solo aspettando un pretesto per ringhiare. Un leone in gabbia. Io sono Robert Smith, continuo a ripetere ai miei pacifici amici. L'asfalto non protesta. Lo ferisco. Si sporca di bile nera.

I miei pacifici amici diventano una massa informe davanti al locale. Sorridono, parlano, ballano. Mi metto a ballare anch'io barcollando sulle zeppe dodici centimetri fuori moda. Poi mi viene da vomitare a vedere un tipo che mi sculetta davanti. Così mi piazzo al bancone e inizio a scolare alcool e bile. E vaffanculo. Tommaso mi si mette accanto rovesciandomi addosso le sue sventure. Sono tentata di farlo a mia volta, ma non lo faccio. Perchè ne ho abbastanza di sentirmi patetica. Perchè in fondo il motivo della mia rabbia lo è, patetico. Perciò continuo a bere e a strafogarmi di olive e ad ascoltare in silenzio le sventure di questo Tommaso che mi si è piazzato accanto probabilmente per pena, perchè ha sentito odore di rabbia e tenta di farmi sentire meglio raccontandomi la sua, di rabbia.

E alla fine mi trascino sul marciapiede e sembro una battona e mi reggo addosso al mio coinquilino che ride di come sono ridotta e fa bene e Spleen mi telefona e io presa come sono dalla mia bile nera ci capisco ben poco di quello che mi dice e le parlo mentre gli scalini mi scorrono davanti e butto il peso della mia esistenza addosso ai pacifici amici che mi sorreggono, mi sorreggono, mi sorreggono. Sempre e comunque. A volte mi chiedo perchè lo fanno. Perchè mai dovrebbero sorreggere questa pazza isterica che oggi si è pure convinta di essere Robert Smith.

E mi dici che mi autodistruggo allo scopo di essere notata da un eventuale cavaliere oscuro ed essere salvata e portata fuori dalla merda. E a me viene tanto da risponderti di ficcartelo su per il culo il destriero, il mantello, la Strega Nera, Fulmine, Saetta e tutta quella fiaba di merda. Ma non lo faccio. Per lo stesso motivo di prima, non lo faccio. Ti rivolgo un sorriso di pixel e vado avanti.

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